Approda a Lecce il progetto “violence” di Rosario Francesco Spagnolo

TERZA TAPPA DEL PROGETTO ARTISTICO VIOLENCE. A LECCE DAL 12 AL 22 NOVEMBRE

 

Dopo il successo ottenuto la scorsa primavera a Torchiarolo e a Tione di Trento, il progetto artistico itinerante “Violence – da una strage all’altra approda a Lecce dal 12 al 22 novembre 2010 nella Galleria della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini”. L’evento, organizzato da Il Raggio Verde edizioni con la partecipazione di Don Raffaele Bruno, referente regionale dell’associazione “Libera”, è incentrato sulla mostra di pittura dell’artista Rosario Francesco Spagnolo e la presentazione del libro di Loreta Failoni dal titolo “La bisettrice dell’anima”.

 

 

Alla presenza dell’artista e della scrittrice interverranno venerdì 12 novembre, ore 18.00, presso la Galleria Bernardini, Margherita Cogo Assessore Regione Trentino Alto Adige, Francesco Pacella Assessore al Turismo Provincia di Lecce, Mattia Gottardi Sindaco di Tione di Trento, Giovanni Del Coco Sindaco di Torchiarolo, Alessandro Laporta direttore Biblioteca Provinciale “N. Bernardini”, Gabriele Margiotta Commissione Internazionalizzazione Confindustria Lecce, don Raffaele Bruno referente regionale “Associazione Libera”, Maurizio Nocera Università del Salento. Coordina la giornalista Antonietta Fulvio. La manifestazione è patrocinata da Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Provincia di Lecce, Comune di Tione di Trento, Comune di Torchiarolo.

La mostra

Sotto il titolo di  “Violence  – da una strage all’altra–  Rosario Francesco Spagnolo firma  una serie di inchiostri dedicati alla riflessione sulla violenza. Partendo dalla Shoah e dalle Foibe fino ad arrivare alle strage di Capaci, dell’Italicus, di Piazza della Loggia. Per non dimenticare. Per poter analizzare il presente e operare significativamente  il cambiamento. In tal senso non è mai superfluo ricordare – specie alla nuove generazioni –  che il denominatore comune alle stragi del Novecento è la violenza allo stato puro. L’egoismo, l’assenza di regole, la sete di potere sono una sorta di catalizzatori dell’aggressività: senza il rispetto per l’altro e il senso della comunità e della memoria non c’è speranza di cambiamento. Bisogna ricordare, al di là delle date commemorative, bisogna parlare di ciò che è a monte del nazifascismo come della mafia. L’arte può e deve poter raccontare il proprio tempo e la Storia, essere forza creativa che incide sul cambiamento. Ecco dunque l’obiettivo dell’artista che non resta chiuso nel suo mondo dorato ma guarda agli eventi storici con sguardo critico, interrogandosi e innescando a sua volta, con le sue opere, ulteriori interrogativi.

Alcuni dei lavori concepiti per  “Violence” incontrano la letteratura: il tema trattato – la violenza della guerra e delle stragi –  grazie al linguaggio dell’arte trova una ideale corrispondenza tra alcune delle immagini pittoriche della mostra e le pagine del libro “La bisettrice dell’anima” della scrittrice Loreta Failoni.

Il libro

Il romanzo “La bisettrice dell’anima” narra la storia di Anna che pur vivendo sulla propria pelle la tragedia e l’orrore della guerra non si lascia inglobare dalla spirale della violenza che è intorno a lei ma grazie agli insegnamenti del nonno

e alla logica della matematica riesce a trovare una sua collocazione nel mondo. Con positività riesce ad essere protagonista del cambiamento per sé e per gli altri. Particolarmente originale è l’inserimento, nel tessuto narrativo, della matematica in quanto scienza dei numeri e fondamento della logica, linguaggio universale che unisce e non divide: “più condivisa della religione, della politica, delle tradizioni, la matematica non è chiusa in se stessa, non è una stanza senza finestre, ma è un cielo, un cielo che ti mette le ali e ti permette di volare”. Parallelamente alle vicende di Anne, si insinuano con delicatezza nel racconto i continui rimandi alle formule e ai teoremi geometrici: è la stessa Anne a svelare gli aneddoti dei più grandi pensatori e matematici da Pitagora a Newton, da Einstein a Eulero ma anche donne straordinarie come Ipazia di Alessandria, la più insigne matematica della storia antica, o Sofia Kovalevskaja, matematico e fisico russo, che per prima ottenne una cattedra a Stoccolma”. Il libro è stato premiato alle  edizioni 2010 del Premio Hermes di Taranto e del Premio Letterario “Firenze per le Culture di Pace” dedicato a “Tiziano Terzani”.

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