Lo sguardo di Omero. Parte la quarta edizione del festival

Al via la IV edizione del Festival di Narrazioni filmiche martedì 27 agosto a Roca Nuova (Melendugno)

 

ASPETTANDO LO SGUARDO DI OMERO IL PAESAGGIO SI RACCONTA ALLA LUNA

 

Lo sguardo di Omero è pronto a partire con la IVª edizione. Un appuntamento atteso da quanti credono nell’ importanza del linguaggio visivo, nella forza della narrazione, nella necessità di fermarsi a guardare e sentire tempi, ritmi e mondi diversi per poter meglio comprendere e comprendersi. Lo sguardo sul mondo, ma soprattutto sull’uomo, che questo festival sceglie di utilizzare si libera di orpelli e sovrastrutture per meglio vederne colori, luce, anima.Apertura del festival martedì 27 agosto con Aspettando lo sguardo di Omero il paesaggio si racconta alla luna.

 

La serata ospita due momenti molto interessanti:

 “SGUARDI SUL MEDITERRANEO: MITI LEGGENDE STORIE” ore 20.30

È uno spettacolo multimediale, caratterizzato dalla lettura di testi letterari, che getta un ponte di conoscenza sulle culture mediterranee, fiorite nel corso dei secoli sulle sue sponde. Il viaggio ha inizio dalla percezione espressa nei  miti e nelle leggende. Da Ovidio, a Euripide,da Kavafis a Bodini, da Maria Corti a Ivo Andrić, da Ben Jelloun a Grossman e Orhan Pamuk. Ideazione e progettazione di Paolo Rausa, regia di Paolo Rausa, montaggio video di Ornella Bongiorni.

 “CHIAMATA ALLE ARTI” – dedicato a TIZIANO TERZANI ore 21.45

Spazio di approfondimento per letture, canzoni e immagini, finalizzato alla raccolta fondi, con libere donazioni, per la realizzazione di un film ispirato al celebre romanzo “Un indovino mi disse”.

Ad accompagnarci in questo viaggio saranno la giornalista Paola Bisconti e l’attrice Milena Galeoto che interpreterà i brani. “Chiamata alle Arti”nasce da un’idea  e da un progetto diMario Zanot, regista di Anam il senzanome, promotore della campagna di raccolta fondi, finalizzata a raccontare la straordinaria personalità di Tiziano Terzani.

Lo sguardo di Omero premia l’arte della narrazione e, dopo l’Albania nella scorsa edizione,  dedica questa quarta edizione al cinema Turco per vedere e scoprire il reale volto della Turchia di oggi.

Anche quest’anno il Festival offre un ricco e interessante programma reso ancora più suggestivo dallo splendido scenario di ROCA NUOVA – villaggio rurale del XVI sec. d.C. , sede quest’anno del festival e della serata conclusiva di premiazione con la partecipazione dei Radiodervish.

Le serate di mercoledì 28, giovedì 29 (con un intervento della prof.ssa Isabel Bernardini dell’Università del Salento sull’ Armenia) e venerdì 30 sono dedicate alle proiezioni dei film e documentari in concorso. Lo sguardo di Omero chiude questa IVª edizione sabato 31 agosto con la serata di premiazione ospitando i Radiodervish la cui musica, e storia musicale, si coniuga perfettamente con la filosofia del festival. La band pugliese ha definito appieno una poetica e una visione del mondo, schierata dalla parte di quell’umanità nomade e sradicata che affolla oggi le grandi città d’Italia e d’Europa. La differenza culturale delle loro origini dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all’interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra oriente ed occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa.

Lo Sguardo di Omero è  promosso e sostenuto dal Comune di Melendugno – Assessorato Turismo e Spettacolo; finanziato dal Fesr – Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e dalla Regione Puglia – Assessorato Turismo e Spettacolo; con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Consolato Generale Onorario di Turchia, di Apulia Film Commission, dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Lecce

Il grande successo delle precedenti edizioni,  ha visto  premiare registi come Ermanno Olmi, Gianni Celati, Franco Piavoli,  e ha portato sul palcoscenico di San Foca, e nel cuore della comunità salentina, registi e produttori di altissimo profilo culturale e spessore umano, come Marco Visalberghi, Piero Cannizzaro, Rocco Papaleo, e Rossella Piccino. Un successo che premia anche il coraggio di scelte poco popolari da parte del Comune di Melendugno e, soprattutto, dell’’ideatrice e curatrice del progetto Annalisa Montinaro. Lo sguardo di Omero rappresenta una voce fuori dal coro tra gli eventi dell’estate, perché invita all’ascolto, ad un tempo più lento, ad un attenzione più partecipata.

(fonte: comunicato stampa)

 


 

 

PROGRAMMA PROIEZIONI

 

CORTILE DI ULISSE  –  ROCA NUOVA – VILLAGGIO RURALE DEL XVI SEC. d.C.

 

  • 27 AGOSTO 2013

ASPETTANDO LO SGUARDO DI OMERO IL PAESAGGIO SI RACCONTA ALLA LUNA

–        Ore 20.00Introduzione

–        ore 20.30 “SGUARDI SUL MEDITERRANEO: MITI LEGGENDE STORIE”

È uno spettacolo multimediale, caratterizzato dalla lettura di testi letterari, che getta un ponte di conoscenza sulle culture mediterranee, fiorite nel corso dei secoli sulle sue sponde. Il viaggio ha inizio dalla percezione espressa nei  miti e nelle leggende: Le Metamorfosi di Ovidio e Le Mille e una notte, e continua nel racconto dei testi teatrali della Grecia antica come La Medea di Euripide. Seguono brani tratti da “Albatross” di Costantino Kavafis, “Dopo la luna 1952-1955” di Vittorio Bodini, “L’ora di tutti” di Maria Corti, “Il ponte sulla Drina” di Ivo Andrić, “La provincia dell’uomo” di Elias Canetti, “Il viaggiatore leggero Scritti 1961-1995” di Alexander Langer, “Microcosmi” di Claudio Magris, “Il mio Marocco” di Tahar Ben Jelloun, “Il Mediterraneo e la parola” di Mohammed Bennis, “Il mio Mediterraneo” di Edouard al-Kharrat, “Vedi alla voce: amore” di David Grossman e “Istanbul” di Orhan Pamuk.                                            

Ideazione e progettazione di Paolo Rausa, regia di Paolo Rausa, montaggio video di Ornella Bongiorni.

–        ore 21.45  “CHIAMATA ALLE ARTI” – dedicato a TIZIANO TERZANI

Spazio di approfondimento per letture, canzoni e immagini, finalizzato alla raccolta fondi, con libere donazioni, per la realizzazione di un film ispirato al celebre romanzo “Un indovino mi disse”.

Ad accompagnarci in questo viaggio saranno la giornalista Paola Bisconti e l’attrice Milena Galeoto che interpreterà i brani. “Chiamata alle Arti”nasce da un’idea  e da un progetto diMario Zanot, regista di Anam il senzanome, promotore della campagna di raccolta fondi, finalizzata a raccontare la straordinaria personalità di Tiziano Terzani.

 


 

 

 

  • 28 AGOSTO 2013

 

ore 20.00 – Introduzione

ore 20.15 –  “LA SPOSA DEL NORD (VOCI DA TANGERI)” – di Elisa Mereghetti e Marco Mensa

Italia 2012, colore, durata 24 minuti, inizio

Ritratto di una città leggendaria, controversa e multiforme, storico ponte tra l’Africa e l’Europa, in pieno boom economico. Ma quali sono i cambiamenti che i Tangerini vorrebbero veramente? A Tangeri, come in molte città del Marocco, è in corso una profonda trasformazione politica, a seguito della mobilitazione popolare del movimento “20 febbraio”. Una primavera araba forse meno visibile rispetto ad altri paesi del Maghreb e del Medio Oriente, ma non per questo meno significativa. Le voci di donne e uomini che quotidianamente vivono la magia e le contraddizioni della città chiamata anche “la sposa del nord” mostrano come nell’imponente progetto di sviluppo per Tangeri si sia lasciato poco spazio ai diritti, alla cultura, alla crescita sociale. E come le donne siano, ancora una volta, il soggetto più discriminato.

 

ore 21.00 –  “SOUVENIR SREBRENICA” – di Luca Rosini e Roberta Biagiarelli

Italia 2006, colore, durata 60 minuti

Souvenir Srebrenica è un film inchiesta sul genocidio bosniaco.

Bosnia Erzegovina, 11 luglio 1995. Il generale serbo bosniaco Ratko Mladic compie la pulizia etnica: dopo due anni di assedio viene eliminata la popolazione musulmana di Srebrenica, sotto gli occhi impotenti dei caschi blu olandesi. Dieci anni dopo, Roberta Biagiarelli torna sui luoghi del massacro e tesse le fila di quegli eventi, racconta l’inizio della guerra, la vita sotto assedio, le tappe inesorabili del genocidio, in un serrato confronto con i testimoni sopravvissuti e con il tribunale internazionale dell’Aja. Il film documentario si compone di immagini tratte dal monologo teatrale “A Come Srebrenica di Roberta Biagiarelli, che dal 1998 è stato rappresentato in oltre 300 piazze italiane, raccontando in luoghi teatrali e non la storia del lungo assedio e dell´epilogo di questa ennesima tragedia della recente storia europea.

 

ore 22.10 –  COME PIETRA PAZIENTE Un film di Atiq Rahimi.

Francia, Germania, Afghanistan 2012. – durata 103 min.

Ai piedi delle montagne attorno a Kabul, una giovane moglie accudisce il marito, eroe di guerra, in coma. La guerra fratricida lacera la città, i combattenti sono alla loro porta. Costretta all’amore da un giovane soldato, contro ogni aspettativa la donna si apre, prende coscienza del suo corpo, libera la sua parola per confidare al marito ricordi e segreti inconfessabili. A poco a poco in un fiume liberatorio tutti i suoi pensieri diventano voce: incanta, prega, grida e infine ritrova se stessa. L’uomo privo di conoscenza al suo fianco diventa dunque, suo malgrado, la sua “syngué sabour”, la sua pietra paziente, la pietra magica che poniamo davanti a noi stessi per sussurrarle tutti i nostri segreti, le nostre sofferenze… finché non va in frantumi. Il film è tratto dal romanzo “Pietra di pazienza” dello stesso Rahimi, vincitore del Premio Goncourt e pubblicato in Italia da Einaudi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • 29 AGOSTO 2013

 

ore 20.00 – Introduzione

 

ore 20.15 – Whispering Memories – di Mehmet Binay

Turchia, colore, durata 42 minuti

Il documentario racconta un matrimonio rurale di tre giorni nel villaggio di Geben, nella Turchia meridionale. Nel film,

i giovani intervistano gli anziani sulle loro esperienze di vita passate accanto agli Armeni. Questa e la storia triste e

nascosta dei “Convertiti” che sono rimasti dopo il 1915 e sono diventati musulmani.

 

ore 21.15  – “SU RE” – di GIOVANNI COLUMBU

Italia 2012, colore, durata 80 minuti

Le ultime dodici ore di Gesù tradito da Giuda, rinnegato da Pietro, processato e flagellato dai gaglioffi del Tempio, condannato dal popolo e pianto da Maria, che lo ricompone nel sepolcro. Ultima cena prima della comparizione davanti a Caifa e a Pilato e della Passione che lo “passerà da questo mondo al Padre”. Condotto sulle pietre di Supramonte, Gesù verrà impietosamente ‘conficcato’ alla croce tra il clamore dei suoi avversari e il silenzio compianto delle donne. Nel Getsemani aspro del regista Giovanni Columbu, prende vita un processo dentro il buio pietroso della terra sarda, dentro un paesaggio fuori dal tempo. Columbu celebra il film come una messa, rinnovando una vicenda che attualizza un evento mitico, sprofondato in un tempo arcaico e feroce. Costruito intorno ai Vangeli di Giovanni, Matteo, Luca e Marco Su Re è fortemente radicato nella voce della natura, che non si spiega e che lascia alla profondità delle proprie emozioni, scoprendo la nostra umanità complessa, la dissonanza, il nostro essere poveri cristi in cammino.

 

ore 22.45 –  “HOME” – di Yann Arthus-Bertrand – prodotto da Luc Besson

Francia 2009, colore, durata 90 minuti– Fuori Concorso

Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare il nostro modo di vivere, onde evitare l’esaurimento delle risorse naturali e l’evoluzione catastrofica del clima della Terra. La posta in gioco è alta per noi e per i nostri figli. Tutti dovrebbero prendere parte allo sforzo per il cambiamento, e il film Home è stato concepito per mobilitare ogni essere umano. Questo documentario è un’ode alla bellezza del pianeta e alla sua delicata armonia. Attraverso i paesaggi di 54 paesi catturati dall’alto, Home ci accompagna in un viaggio unico nel pianeta Terra come non l’abbiamo mai visto. Vengono mostrati i tesori che stiamo distruggendo e tutte le meraviglie che possiamo ancora preservare. Home contempla le principali questioni ambientali che dobbiamo affrontare e mostra come tutto ciò che è sul nostro pianeta vive in un rapporto di interdipendenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • 30 AGOSTO 2013

 

ore 20.30  – “PESCASSEROLI – STORIE DI UOMINI STORIE DI NATURA” di Michele Imperio

Italia 2012, colore, durata 50 minuti

Esistono professioni che sembrano immobilizzate in un altro tempo, perché sono lontane dal concetto di orario e luogo di lavoro. I boscaioli e i mulattieri vivono in questa dimensione personale che si incontra con i tempi naturali delle stagioni ed il documentario racconta la loro vita ed i loro sacrifici a Pescasseroli, nel mezzo del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, uno degli ambienti più belli d’Italia, dove la sincronicità degli eventi, incontra una dimensione sempre in bilico fra la spiritualità di chi guarda con rispetto all’immensità della natura e la realtà di tutti i giorni, quella della sopravvivenza e di un lavoro fra i più pericolosi e meno redditizi.

 

ore 21.30 –  “STA PER PIOVERE” di Haider Rashid

Italia 2013, colore, durata 91 minuti

Said, un giovane sicuro e ambizioso, nato e cresciuto in Italia da genitori algerini, studia e lavora come panettiere part-time. A seguito del suicidio del direttore della fabbrica in cui lavora suo padre Hamid, la famiglia si trova di fronte alla lacerante realtà di non poter rinnovare il permesso di soggiorno, come fa da trent’anni, e riceve un decreto di espulsione. L’Italia, il paese che Said ha sempre considerato suo, appare ora come un muro di gomma che lo spinge a “tornare a casa”, in Algeria, luogo che lui non ha neanche mai visitato. Nel tentativo di trovare una soluzione, Said si appella agli avvocati, ai sindacati e alla stampa, cercando di portare attenzione su un problema concreto e sempre più presente nella società italiana; questo percorso lo porterà attraverso i meandri di una burocrazia legislativa retrograda e alla riconsiderazione della sua identità, riflettendo su un dilemma profondo: rimanere in Italia clandestinamente o partire per l’Algeria con la sua famiglia, aiutandola a ricostruirsi una vita nel paese che ha lasciato trent’anni fa?

 

ore 23.00 – LA TRANSUMANZA DELLA PACE di Roberta Biagiarelli

Italia 2011, colore, durata 68 minuti,– sarà presente la regista Roberta Biagiarelli

Un originale road movie che ha per protagoniste manze e vacche, i paesaggi e i pascoli del Trentino e quelli della Bosnia-Erzegovina; un’azione di solidarietà esemplare realizzata da Gianni Rigoni Stern, figlio di Mario. Quarantotto manze e manzette di razza rendena sono state trasferite e donate, a seguito di un percorso di conoscenza e identificazione sul campo, alle famiglie di allevatori sull’altopiano di Suceska, a una decina di chilometri da Srebrenica. Un progetto incisivo che prende avvio dalla volontà di porre rimedio in modo concreto ai danni lasciati sul campo dalla guerra, per aiutare a ricostruire, almeno in piccola parte, le condizioni di una ripresa e di una prospettiva sul futuro agricolo di una comunità bosniaca che patisce, ancora oggi, a quindici anni dalla fine della guerra, le conseguenze della devastazione. Gianni Rigoni Stern si fa ponte per trasferire la sua esperienza e sapienza legata ai ritmi della natura da un Altopiano italiano, quello di Asiago, verso un Altopiano bosniaco. Un racconto di ri-generazione di valori, di scambi e relazioni positive legate alla terra, “tra compaesani che vivono  differenti geografie”.

SALETTA PENELOPE  – ROCA NUOVA – VILLAGGIO RURALE DEL XVI SEC. d.C.

 

  • 28 AGOSTO 2013

 

ore 20.45 “TRADINNOVAZIONE – UNA MUSICA GLOCAL” – di Piero Cannizzaro

Italia 2011, colore, durata 60 minuti,– Fuori Concorso

Il suono è la via di comunicazione che più facilmente può essere percorsa dalla suggestione, dalla memoria, dal pensiero. Suoni sono i rumori, i linguaggi, le musiche. Ogni suono è il segnale di una presenza, il veicolo di un messaggio, la componente essenziale di un territorio, di un paese, di un ambiente. Un fenomeno caratteristico della corsa alla globalizzazione, ma anche un fenomeno particolarmente rispettoso delle diverse identità locali: si unisce, si mescola senza distruggere. Oggi che la società contadina è notevolmente cambiata, cosa è rimasto di quei suoni? Stiamo assistendo ad un nuovo interesse da parte di molti giovani che suonano e fruiscono di questa “nuova” musica. Suoni che oltre agli strumenti tradizionali come la voce, il tamburello, i fiati, il violino e le percussioni popolari si aggiungono anche il violoncello, il contrabbasso, la tromba, la batteria, la chitarra, l’organetto, la fisarmonica etc. Quello che si prefiggono i musicisti e i danzatori che abbiamo incontrato, è quello di andare oltre la tradizione cercando di creare un ibrido tra il passato ed il presente.

 

  • 29 AGOSTO 2013 – ROCA NUOVA – VILLAGGIO RURALE DEL XVI SEC. d.C.

ore 20.45 – “JEANS E MARTÒ” diClaudia Palazzi e Clio Sozzani

Italia 2010, durata 52 minuti,

Storia di un ragazzo etiope, Roba, originario di un villaggio di pastori della tribù karrayu che riesce a studiare nonostante la resistenza della famiglia ed arriva in Italia, a Torino, invitato da “Terra madre”. Bellissimo ritratto intimo: le sue paure, il senso di colpa nei confronti della famiglia, il conflitto interno tra il rispetto delle tradizioni e il bisogno di autodeterminarsi, ma la voglia di cambiare è più forte di tutto.

 

  • 30 AGOSTO 2013 – ROCA NUOVA – VILLAGGIO RURALE DEL XVI SEC. d.C.

ore 20.00 – MUFFA DI Ali Aydin

Turchia – Germania 2012, durata 94 minuti,

Basri è un uomo sulla sessantina che si guadagna da vivere facendo il guardiano delle ferrovie. Da diciotto anni invia lettere alle autorità al fine di avere notizie del figlio, scomparso dopo un arresto per aver espresso opinioni politiche avverse al governo turco.  È la speranza di riabbracciarlo o, almeno, di poterne seppellire i resti, a spingerlo avanti, nonostante i suoi tentativi siano stati repressi più volte dalle forze di polizia. Segretamente malato di epilessia e al di fuori di ogni legame sociale, aspetta una risposta che, una volta arrivata, lo renderà ancora più solo. L’intento civile e lo scavo psicologico sono le due linee strutturali su cui posa questo dolente film sulla distanza e sullo smarrimento, perfettamente calato in un Paese socialmente decomposto. Il titolo rimanda propriamente ad una marcescenza, ad una muffa capace di rendere l’aria irrespirabile, che non è mai solo sfondo, ma parte sostanziale di un esordio registico segnato da non comuni capacità di racconto. Premio Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi de Laurentiis) alla 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

Per informazioni:

tel. 320.0631370

mail zaneeditrice2010@libero.it

www.losguardodiomerofestival.it

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