La vita è un treno. Un viaggio sentimentale e un atto di denuncia civile

Il 17 aprile presso il Museo Ferroviario di Lecce

(Ri)Generazione Politica . Incontro con Antonello Caporale

Le iniziative promosse dal gruppo informale (Ri)Generazione Politica proseguono giovedì 17 aprile (ore 19.30 – ingresso gratuito) presso il Museo Ferroviario di Lecce. Ospite il giornalista del Fatto Quotidiano e scrittore Antonello Caporale che presenterà il documentario La vita è un treno per la regia di Enzo Monteleone (lavitaeuntreno.ilfattoquotidiano.it). L’evento è organizzato dal gruppo informale (Ri)Generazione Politica in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Puglia, Improvvisart e Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie.

 

Si tratta di un viaggio che illustra, attraverso la ruggine di alcune tratte ferroviarie dismesse, l’Italia in soffitta, lasciata alla memoria, ferita, abbandonata. Il treno è l’unico vettore a essere connettore di comunità. Attraversa vallate, buca le montagne, incontra i paesi come un lungo bruco che trascina persone e speranze, progetti e disgrazie. Con gli anni è maturata l’idea che non fosse utile, opportuno, intelligente collegare le grandi metropoli ai piccoli borghi, la campagna alle città, il piccolo al grande. Sono nati i treni super veloci, le tratte super moderne che hanno diviso l’Italia, sezionandone la capacità di spesa, il merito, e persino i bisogni. Chi corre a trecento all’ora e chi rimane a piedi. L’Italia è come un barcone affollato su un lato. Di qua piegato fino a imbarcare acqua, di là quasi deserto. Il treno è costoso, le strade no. Il treno porta deficit, l’asfalto crea valore economico, distribuisce ricchezza. Per una parte dell’Italia il treno è divenuta una spesa insostenibile. Meglio il bus.

Antonello Caporale, classe 1961, dopo una laurea in giurisprudenza all’Università di Salerno si trasferisce a Roma. Dopo 22 anni a La Repubblica – dove ha ideato le interviste “Senza rete”, ha firmato “Il Breviario”, rubrica quotidiana di pillole di vita politica e, sul sito web, “Piccola Italia, vizi e stravizi del Belpaese” – da settembre 2012 passa al Fatto Quotidiano. Ha scritto alcuni saggi. Nel 2006 La Ciurma (L’Ancora del Mediterraneo); con Baldini Castoldi Dalai Editore ha pubblicato Impuniti (2007), Mediocri (2008) e Peccatori (2009). Nel 2010 ha pubblicato Terremoti Spa (Rizzoli) e nel 2001 Controvento (Mondadori).

Il Museo Ferroviario, che si affaccia sulle cave di Marco Vito, ospita 31 rotabili d’epoca delle FS e FSE, tra locomotive a vapore, carri e carrozze, più cinque mezzi di servizio esposti all’interno di due capannoni (un degli anni 20 e uno degli anni 70) e sui binari esterni. Nei locali attigui sono invece esposti cimeli, plastici e apparecchiature di segnalamento.

Info 3394313397
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(fonte: comunicato stampa)

 

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