DANZARE LA TERRA

Domenica 6 agosto (ore 21 – ingresso libero) nel bosco di macchia mediterranea del Palazzo Baronale di Tiggiano, in provincia di Lecce, appuntamento con la serata finale dell’undicesima edizione della residenza artistica e didattica Danzare la terra. Dedicata allo studio delle danze del sud Italia, la residenza diretta da Maristella Martella in collaborazione con le insegnanti della scuola Tarantarte, dal 31 luglio ha proposto sette giorni di stage intensivi, laboratori, masterclass e l’evento culturale [S]-radicamento.

Dagli ulivi immaginati e danzati lo scorso anno, quest’anno la residenza ha condotto A-Riva. A-Riva come confine tra noto e ignoto, A-Riva come arrivare, approdare da un mare che inghiotte paure e dubbi e ci rende migranti e viaggiatori dei nostri giorni. Dalle 21 in scena la performance con gli allievi e le allieve alla residenza – circa 50 provenienti da tutta Italia e dall’estero (Francia, Svizzera, Polonia, Brasile) – con la partecipazione di Katina Genero, danzatrice, coreografa, ricercatrice, pioniera in Italia della danza Afro ispirata alle danze dell’Africa Occidentale. La musica dal vivo sarà del percussionista e performer Pino Basile e della contrabbassista, sitarista e performer Eufemia Mascolo che subito dopo proporranno “Paesaggi sonori per contrabbasso, percussioni e loopstation“. Il progetto è una performance che si sviluppa in tempo reale a partire da frammenti e relitti sonori etnici ed immaginari. Improvvisazione e tradizione, sperimentazione e gusto estetico. L’esperienza musica visiva prova a guardare attraverso il suono, alla ricerca di un possibile equilibrio tra mondi, vissuti ed esperienze sonore non sempre conciliabili tra loro, almeno apparentemente. Con l’uso di strumenti musicali acustici di tipo tradizionale e processori elettronici di suono, strumenti musicali anch’essi, il duo va in scena, e con un sottile gusto del rischio, poetico e creativo s’intende, prova a scandagliare possibili contrasti, punti d’incontro, e contrappunti sonori, fatti di ritmo, melodia e racconto. Al centro della scena non due musicisti, non due attori, ma due individui che si raccontano.

La residenza è il frutto del continuo lavoro svolto da Maristella Maristella e dalle sue collaboratrici sulla ricerca di un nuovo linguaggio coreutico che affonda le radici nella cultura popolare salentina, spostandone i confini. È nel punto d’incontro tra antico e contemporaneo, tra tradizione e sperimentazione che prende vita il lavoro di Tarantarte. Gli allievi sono stati guidati per una settimana nello studio della danza partendo dalle forme coreutiche tradizionali fino all’esplorazione in chiave teatrale e contemporanea. Tra i docenti – con Maristella Martella e le danzatrici di Tarantarte – Luca Buccarella, Sara Colonna, Katina Genero, Milena Magnani, Pino Basile ed Eufemia Mascolo.

«A Riva come “confine” inteso non più come barriera tra differenti realtà o divario culturale, ma come un grande obiettivo da raggiungere, da oltrepassare per spostare di poco più in là il margine entro il quale muoversi», sottolinea Maristella Martella. «E saranno così mare e terra, insieme, come accade sulla battigia delle terre di confine, a raccogliere nuovi racconti, nuovi suoni e sguardi da esplorare. Quest’anno Danzare la Terra si è vestita di blu e ha bagnato i nostri piedi ancora sporchi di terra, per cercare nuovi abissi in cui immergersi. Gli ulivi immaginati e danzati lo scorso anno ci hanno permesso di andare alla ricerca delle nostre radici», prosegue la coreografa. «Archetipi e mito, sirene e canti, migranti ed esploratori che cercheremo di riportare a riva perché ci indichino un gesto, una immagine, un’altra storia da danzare. Mare come confine da attraversare, tra gli abissi del mito, canti di sirene e leggende di tempi lontani. Proveremo a raccontare il Mito e il Mare utilizzano un alfabeto universale fatto di simboli e archetipi in cui potersi riconoscere per poter esplorare la danza, la musica, il teatro, la voce. Il mare diventa così culla di storie antiche e moderne, traghettatore di cronache dei nostri giorni, ma anche simbolo di parabole universali, mitiche e leggendarie».

La Compagnia Tarantarte nasce nel 2009 a Bologna dall’incontro di danzatrici di diversa formazione. È composta da Silvia De Ronzo, Manuela Rorro, Laura De Ronzo, Alessandra Ardito e diretta da Maristella Martella che con la sua danza teatrale incrocia passato e presente, classico e contemporaneo, elementi popolari del sud Italia con elementi del mondo mediterraneo, propone una ricerca teatrale ed espressiva sul Tarantismo salentino e il mistero della trance. La compagnia negli anni ha realizzato le proprie performance in luoghi non convenzionali, antichi e a volte abbandonati, come vecchie masserie, ajare, chiostri, anfiteatri, teatri greci e romani, siti archeologici, attivando un’interazione tra luogo, performance e pubblico.

Info www.tarantarte.it

(fonte: comunicato stampa)

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