Arte e musica nel Castello di Gallipoli

Nel Castello di Gallipoli, gestito dal 2014 dall’Agenzia di Comunicazione Orione, prosegue la mostra “I porti del Re” dell’artista tedesco Jacob Philipp Hackert (1737-1807). La Sala ennagonale dell’antico maniero ospita, infatti, nove grandi opere dell’artista tedesco, raffiguranti altrettanti porti pugliesi del Regno di Napoli. Le opere furono realizzate su commissione di Re Ferdinando IV di Borbone che, nella primavera del 1788, incaricò il pittore ufficiale di corte di ritrarre in dipinti e disegni tutti i porti del Regno borbonico. La mostra, a cura di Luigi Orione Amato e Raffaela Zizzari, è prodotta dal Castello in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Gallipoli. I visitatori, inoltre, approderanno nel “Porto animato” a cura di Openlabcompany e potranno apprezzare la mostra fotografica “Alle porte del mare” a cura dell’associazione Obiettivi. Il Castello (aperto nel mese di agosto tutti i giorni dalle 10 alle 24) propone anche una serie di appuntamenti fissi ogni domenica, martedì e mercoledì.

Ogni domenica mattina un percorso che unisce la tradizione dello yoga con le riflessioni della filosofia della Magna Grecia. Una sessione di esercizi, respirazione, meditazione che diventa il miglior viatico per tonificare  corpo e spirito e focalizzare gli obiettivi. “Si tratta di un percorso semplice, adatto a tutti”,  sottolinea Ilaria Mancino “durante il quale approfondiremo respirazione, equilibrio e voce”. Per info e prenotazioni 3492116942 – 083326277.

Ogni martedì dalle 21 Canti e pizziche salentine riservate ai visitatori del Castello per ballare e ascoltare la musica popolare sulla terrazza sorseggiando un cocktail o degustando un buon aperitivo del bar 51Nodi. A Ferragosto la serata ospiterà I Maè, un gruppo fondato da Gigi Pepe, suonatore di organetto diatonco e cantante, e da Maria Cristina Gallo, cantante e tamburellista (foto a lato).

Ogni mercoledì un appuntamento speciale per gli amanti della storia e dell’arte. Gli spettatori (ingresso 7 euro) potranno infatti partecipare a una visita teatralizzata in costume, a cura del Teatro Le Giravolte, (doppio turno ore 19 e 20) accompagnati da guide che indosseranno gli abiti dei marinai e dei popolani ritratti nel Porto di Gallipoli firmato da Hackert. Un appuntamento per immergersi nel regno borbonico di fine ‘700 e per degustare un aperitivo a tema al bar 51Nodi sulle terrazze del Castello.

 Il viaggio di Jakob Philipp Hackert, da Manfredonia a Taranto, dura più di tre mesi. L’artista appronta il materiale occorrente per poter poi ritrarre, una volta rientrato a Napoli, tutti i porti delle tre estreme province orientali del Regno di Napoli: Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto. Al rientro dai sopralluoghi, il pittore inizia a riprodurre su tele di grande dimensione i porti di Taranto e di Brindisi nel 1789, prosegue con i porti di Gallipoli, Manfredonia, Barletta, Bisceglie e Santo Stefano di Monopoli nel 1790, esegue nel 1791 il porto di Trani e infine chiude la serie nel 1792 con il porto di Otranto. Jakob Phillip Hackert (1737-1807) nacque in Germania a Prenzlau. Viaggiò molto in Europa e raggiunse la fama con le sue tele di scorci pittoreschi. Lavorò per Caterina di Russia e in Italia soggiornò a lungo a Roma, Firenze e Napoli. Qui, Ferdinando IV gli commissionò dodici quadri raffiguranti i porti del Regno delle Due Sicilie. L’intera commissione delle Vedute dei Porti del Regno è riconducibile alla volontà del Re di Napoli di emulare quanto il Re di Francia Luigi XV aveva realizzato, affidandone l’esecuzione al pittore Claude-Joseph Vernet nel 1753, con la serie di Vedute dei Porti di Francia. Le opere furono create sulla scorta di schizzi disegnati da lui stesso, come suggeriscono le repliche di figure ricorrenti in più tele: una raccolta di 136 cartelle di disegni preparatori conservata presso lo Staatliche Museeum di Berlino.

Le nove tele sono esposte nella Sala ennagonale, gioiello rarissimo e unico esempio di architettura militare di tale forma e dimensione. La sala ha, infatti, un diametro di 20 e un’altezza di 10 metri, con copertura a padiglione, inglobata nella torre grande posta nello spigolo sud-est della fortezza, interamente circondata dal mare. Sulle pareti, spesse 9 metri, si aprono le maestose bocche di fuoco. La torre grande è frutto di vari rimaneggiamenti dell’ingegno di Francesco di Giorgio Martini da Siena che cercò di adeguare la fortezza ai nuovi criteri imposti dal perfezionamento delle artiglierie senza demolire le preesistenze. È proprio in questa torre che giacciono le origini dell’arcaico sistema difensivo gallipolino, un mastio antichissimo di dimensioni minori e forma differente rispetto alle attuali.

Le sale del Castello accolgono anche il “Porto animato” a cura di Openlabcompany, un laboratorio di progettazione fondato nel 1991 da Laura Colombo e Luca Ruzza dove con un  team di progettisti, ingegneri e artisti si sviluppano idee di paesaggi futuri trasformandoli in realtà. Il Porto di Gallipoli dipinto da Hackert rivivrà grazie alle animazioni di Gioele Stella e al sound design di Laura Colombo e Bernardo Vercelli. C’è una pratica che mette in relazione la storia dell’arte con la motion graphic. Consiste nella realizzazione di prodotti video che hanno come tema la rivisitazione animata di quadri famosi di varie epoche, in chiave interpretativa, poetica, ironica, dissacrante. Le opere vengono riproposte con oggetti o personaggi della scena rappresentata in movimento, con elementi aggiunti che compiono azioni o interagiscono con le parti dei dipinti oppure con variazioni di punti di vista che esplorano lo spazio virtuale dell’opera, mettendo in evidenza particolari, espressioni o atteggiamenti presenti. Il filmato ci porta a considerare la “messa in scena” – intesa come elemento compositivo – nella sua funzione primaria, all’interno di un quadro. Scegliere un istante piuttosto che il successivo muta il senso del dipinto e gli equilibri.

Alle porte del mare è una mostra fotografica a cura dell’associazione Obiettivi che propone gli scatti di Chiara Papa, Marco Morelli, Fabio Ingrosso, Giovanni Raganato, Loredana Cocola De Matteis, Mino D’agostino, Paolo Laku, Pierluigi Luceri, Carmelo Roberto, Samuele Vincenti, Valentina Morello e Tiziana Miccoli. La Puglia, con i suoi 800 chilometri di coste è sempre stata, sin dall’antichità, al centro di importanti comunicazioni con l’est europeo e l’area dei Balcani, nonché della Grecia e dell’Asia Minore. Dai porti della Puglia partivano e approdavano navi cariche di olio e di vino, di marmi e di merci pregiate provenienti dall’oriente. E dalla Puglia partivano in direzione della Terrasanta anche le armate dei crociati per la riconquista del Santo Sepolcro. Vuole la leggenda che Enea, nella sua fuga verso l’Italia sia approdato proprio in Puglia, in una spiaggia vicino a Porto Badisco, e che San Pietro sia sbarcato, nel suo viaggio per evangelizzare l’Italia a Santa Maria di Leuca, dove avrebbe tenuto il primo dei suoi discorsi sul territorio italiano. Oltre ai grandi porti commerciali la Puglia è ricca di ampie capacità ricettive anche per quanto riguarda i porti turistici, oltre ai piccoli porti sparsi su tutto il territorio ricchi di storia e di fascino, perle tra mare e terra.

(fonte: comunicato stampa)

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