FLUMINE per Mareaperto la rassegna di musiche di confine al Fondo Verri


Venerdì 15 Dicembre (ore 20.30 – ingresso libero) al Fondo Verri di Lecce, la nuova edizione della rassegna Mareaperto, organizzata dall’associazione culturale Manigold con il sostegno della Regione Puglia e la collaborazione del Fondo Verri, ospita lo spettacolo Flumine di Giuseppe De Trizio e Adolfo La Volpe. L’appuntamento nasce dall’esigenza di proseguire l’indagine sulle matrici comuni condivise dalle culture dei paesi appartenenti all’area Adriatica, che la rassegna conduce da più di 7 anni con la partecipazione di numerosi progetti di ricerca sulle musiche di confine (BandAdriatica, Adria, Tukrè). Mareaperto, giunta all’ottava edizione e preceduta da esperienze analoghe (“Il mare che ci abbraccia e ci divide”, 2009), ha acquisito una presenza territoriale definita e ha conseguito numerosi consensi di critica e di pubblico.

In Flumine, dopo oltre vent’anni di musica con Radicanto, Raiz e Teresa DeSio, Giuseppe De Trizio propone un itinerario sonoro, acustico e strumentale attraverso quindici composizioni originali per chitarra classica e mandolino. Un percorso affascinante che tende ad intessere, attraverso una atmosfera intima, l’autore allo spettatore. Quindici affreschi sonori che hanno accompagnato Giuseppe durante tutta la sua vita, la prima composizione risale ai suoi passi iniziali nella musica, all’età di nove anni. Sentire la musica prima di averla ascoltata, questa la chiave di lettura che muove il musicista nel suo percorso artistico. «Il fiume mi scorre nel braccio, nei riflessi di un rigagnolo della strada di casa mia, nella posa che ritrovo sotto il mio albero, un vaso bianco: infinito minimo», sottolinea Giuseppe De Trizio. «Flumine una corsa che non corre, elementi distinti che si fondono, singolarità in sintonia. Il fiume è perseveranza, ed è mutazione, tutti siamo acqua ma tutti siamo diversi ora limpidi, tranquilli, dopo torbidi o agitati, sempre scossi, attraversati. Mutare nell’apparente immobilità. Uscire dai bordi, abitando un letto. Torna e ritorna, si ripete senza essere uguale, deve riportare senza fine, deve ridirti che può essere mare e lago, vicinanza e distanza. Bellezza che scorre, note che viaggiano sulle corde, dita che conoscono il ricordo, nostalgie risolte nell’acqua. Flumine scava dentro senza causa ed effetto».

(fonte: comunicato stampa)

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