Alex Garant. La regina dei doppi

Un viaggio tra i luoghi e nonluoghi fisici ed emozionali dell’arte contemporanea
“La verità ha sempre mille volti, come ogni volto ha sempre mille verità” (Anonimo)

Dario Ferreri

Famosa a livello internazionale come la regina dei doppi occhi, Alex Garant è una artista franco-canadese che vive e lavora a Toronto, in Canada, e che ha studiato arti visive al Notre-Dame-De-Foy College appena fuori Quebec City. Dopo il liceo si è laureata con lode alla scuola d’arte (Arts Plastiques) nel 2001; negli anni successivi ha esplorato diverse carriere, ed è solo dal 2012, dopo un infarto, che ha deciso di dedicare la propria vita alla sua grande passione per l’arte, cambiando per sempre il suo modo di vedere il mondo.


Come pioniera della Contemporary Figurative Op Art (la Op Art, abbreviazione di Optical Art, è uno stile di arte visiva che utilizza le illusioni ottiche), i suoi dipinti ad olio offrono una qualità grafica combinata con le tradizionali tecniche di ritratto.
Ma la Garant si identifica inoltre come utilizzatrice anche della Glitch Art analogica (che si sostanzia, tra l’altro, nella pratica dell’uso di errori per scopi estetici) poiché utilizza nelle proprie creazioni motivi decorativi/modelli ricorrenti, duplicazione di elementi, simmetria e sovrapposizione di immagini quali elementi chiave del suo immaginario.
I suoi dipinti sono una riflessione sulla dualità umana, la battaglia per l’autodefinizione tra il proprio io interiore e la personalità esterna.
L’artista vuole che ” le persone vedano la sua arte ed accedano ad una parte diversa della loro mente mentre la guardano, e che l’osservatore entri in un processo di analisi e di interrogazione visiva, non vuole solo dipingere qualcosa di bello ma deve essere qualcosa di più; è questo il motivo che la spinge a cercare di avviare risposte reattive agli stimoli visivi esterni offerti attraverso la sovrapposizione di elementi figurativi e colori vividi poiché parte dal presupposto che gli esseri umani non sono svegli fino a quando la veglia non avviene attraverso una sovrastimolazione dei sensi e la piena attivazione della mente, in una sorta di stato di coscienza cerebrale ricorrente che rende l’individuo consapevole ed impegnato.
Guardando le sue opere appare chiaro il focus delle stesse: gli occhi e il viso; è attraverso questi, difatti, che il messaggio dell’artista viene comunicato allo spettatore, in quanto la ritrattistica è un modo per immortalare l’uomo nello spazio e nel tempo, è fondamentalmente una tesi visiva sulla condizione umana vista attraverso la visione del suo creatore.
Per la realizzazione delle proprie opere usa quasi esclusivamente l’olio (del quale apprezza la fluidità e la possibilità di “scolpire” più volte quando la consistenza dello stesso diviene cremosa e satura di pigmenti) e pennelli sintetici e morbidi (Royal & Langnickel, ndr);


Epigoni di riferimento dell’artista sono Bouguereau e Francis Bacon.
Il processo creativo delle sue opere di solito inizia con diversi schizzi creati da foto di riferimento. Poi, come ha lei stessa affermato durante una recente intervista “gioco con i miei schizzi e li duplico su tela. Una volta completato lo schizzo, dipingo tutto “alla prima” il più possibile, lavorando in sezioni per ottimizzare il wet-on-wet time (una tecnica in cui il colore ad olio viene applicato sopra altro strato di colore ad olio ancora bagnato) Un dipinto può richiedere dalle 35 alle 65 ore per essere completato”.
Rappresentata da gallerie di New York, Los Angeles e Australia, le sue opere sono state esposte anche in diversi musei tra cui il Museum of Art and History (MOAH) in California, il Mesa Contemporary Arts Museum in Arizona, l’Honolulu Museum of Art alle Hawaii e il Fullerton Museum Center in California. Espone correntemente in tutto il mondo. È stata pubblicata su riviste internazionali quali Hi-Fructose, Juxtapoz, Beautiful Bizarre, la rivista American Art Collector e su diverse piattaforme online tra cui VICE, The Huffington Post, Buzznet e molte altre.
Alex ha molti fan sui social media -circa 150.000 su Instagram (https://www.instagram.com/alexgarantart/?hl=it) e circa 21.000 su Facebook (Facebook: https://www.facebook.com/alexgarantart/)- con i quali, spesso e volentieri, interagisce.
Per essere ipnotizzati e stordirsi, letteralmente, guardando i suoi dipinti: https://www.alexgarant.com/.

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