Bambini e musei, cittadini a regola d’arte

Il libro dell’artista Luigi Filadoro, un modello didattico
che si basa sulla forza espressiva dei più piccoli all’ombra del Vesuvio

Sara Di Caprio

Durante questa pandemia tra le molte categorie colpite figurano i bambini depredati di una vita sociale normale e dell’ambito educativo. Il tessuto economico e sociale è purtroppo stato indebolito e scosso dalla crisi e dal punto di vista artistico un’altra categoria duramente colpita, assieme al circuito delle mostre, è stato l’ambito museale. Il museo è da sempre un raccoglitore d’arte e non una semplice aula sterile in cui guardare e basta. A maggior ragione e soprattutto in tempo di crisi il museo è un laboratorio in cui si insegna a riconoscere il pensiero visivo storico e antropologico di una comunità, tra passato e innovazione e a farne tesoro.


È con questo pensiero che in libreria e in formato ebook nasce il volume: Bambini e musei. Cittadini a regola d’arte dell’artista Luigi Filadoro, esperto in processi formativi applicati ai beni culturali e presidente dell’associazione culturale étant donnés. L’associazione nata nel 2004 si pone come obiettivo la promozione e la conoscenza dell’arte contemporanea con progetti e percorsi formativi rivolti alle scuole del primo e secondo ciclo.
Il volume, quindi, racchiude un modello didattico basato sulla forza espressiva dei bambini che senza pregiudizi e guidati dall’immaginazione interagiscono nella loro città, all’ombra del Vesuvio: Napoli. Nell’intervento d’apertura l’arte e il museo come ulteriorità, dell’artista Filadoro si coglie il senso del duo arte-bambini: “Il progetto Bambini e Musei considera l’ambiente museale un’aula decentrata e osservare ogni volta lo stupore di bambini e ragazzi tra le sale e davanti alle opere, richiama alla mente lo spettatore estraniato e spiazzato davanti alla porta dell’ étant donnés di Marcel Duchamp allestita in un museo americano. E l’unico rimedio per placare la sensazione di estraniamento è metterli in condizione di trovare lo spioncino da oltrepassare con lo sguardo per vedere la scena che nasconde.”.
Il libro fa emergere e racconta le numerose iniziative didattico-laboratoriali elaborate negli anni e anche il metodo perseguito e suddiviso in varie fasi, esplicate ad esempio nell’intervento della dirigente scolastica Chiara Lucia Schiavo: “Da una prima fase teorica e documentale, partendo da visite dei musei, si passa allo stimolo nei bambini dell’elaborazione ed espansione attraverso un’esperienza costruttiva che porta a far prendere forma ad un prodotto che è frutto di intenzionalità. […]si dà la giusta importanza alla voce dei bambini, protagonisti di un’esperienza che travalica le mura della scuola, i confini del quartiere, fa uscire dall’anonimato sociale tipico del vissuto quotidiano di molti alunni, per giungere al pubblico adulto di tutte le età, proveniente da mondi diversi.”.
I bambini passano quindi dalla teoria alla pratica, ripercorrendo alcune tappe della storia dell’arte: dagli scavi archeologici di Ercolano, alla Certosa di San Martino, allo spettacolare Castel Sant’Elmo, osservando e facendo propria la “fila indiana” del dipinto la Parabola dei ciechi di Pieter Brugel il vecchio senza tralasciare l’arte contemporanea come ad esempio quella di Beuys.
Tra i vari interventi nel libro si possono trovare, oltre a quelli già citati, le testimonianze di Francesca Marone, Marco Dallari, Luigi Caramiello, Annamaria Palmieri, Lucia Fortini, Anna Maria Romano, Gennaro D’Anto’, Viola De Vivo, Alessandra De Luca, Laura Valente, Donatella Gallone, Gianlivio Fasciano, Loredana Troise, Stefania Montesano, Raffaella Monia Calia, Rosa Seccia, Adriana Compagnone, Maria Filippone, Rosa Pannone, Mariarosaria Stanziano.
I nuovi cittadini del futuro costruiscono in questo modo il proprio sapere e soprattutto il proprio essere, in tempo in cui si parla tanto di cittadinanza e costituzione il progetto sembra cucito apposta per crescere una generazione in grado di saper fare e di saper essere, perché attraverso il rispetto, allargando i propri confini e lo sguardo grazie all’arte, si diventa veri costruttori.

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