(Quasi) cinque lustri fa la “riscoperta” di Leandro

Ricordiamo, a questo punto, l’interesse suscitato dalle ricerche che l’Associazione Culturale ‘Raggio Verde’ ha effettuato proprio per far emergere e catalogare l’enorme massa di documentazione che Leandro aveva lasciato, in disordine e senza un apparente filo logico. Guidati da una vera a propria ‘pasionaria’, ovvero Ambra Biscuso, un gruppo di intellettuali si è dato da fare per parecchio tempo (sino all’inizio del nuovo Millennio) riuscendo a far emergere e ordinare solo una parte del materiale e pubblicando un interessante libro che diventò il primo di una lunga serie di studi sull’ormai famoso Ezechiele Leandro. Si commemorò anche il ventennale dalla morte e, adesso, a febbraio, saranno Quaranta gli anni che ci separano dalla dipartita del nostro.

Una ghiotta occasione che la cultura ufficiale e la critica più titolata non si è lasciata sfuggire per ampliare ulteriormente la conoscenza del materiale e del mondo artistico del nostro Ezechiele.
‘Nostro’ perché lo vediamo ancora, sulla vecchia bicicletta, sulla via per san Cesario, con lo sguardo abbacinato, perso dietro a chissà quali pensieri…
Lo ricordiamo con affetto, come se fosse ancora lì, a trasportare ferri vecchi e materiale disparato, utile, indispensabile per l’ampliamento del suo Santuario personale, destinato forse a scomparire, preda del tempo, delle intemperie e della incuria di chi avrebbe dovuto conservarlo…
E dai fornitissimi archivi della Associazione ‘Le Ali di Pandora’, che ha ereditato un po’ tutta la storia del ‘Raggio Verde’, nel frattempo divenuta una prestigiosa casa editrice, ecco apparire il numero speciale del periodico Il Raggio Verde, dedicato proprio a lui, a Ezechiele Leandro. Riportiamo il pezzo dove si fa la storia delle prime ricerche sull’artista di San Cesario. E l’intervista molto particolare a lui dedicata.

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