Da Roma a Mons nel segno di Pasolini

Matteo Casilli con l’installazione Pasolini100 e Massimo Pasca a Mons con le sue illustrazioni dedicate all’intellettuale bolognese

Antonietta Fulvio

Lo sguardo di Pasolini è rimasto sul Pigneto, che lui per primo ha visto e “inventato” letterariamente. Le parole della scrittrice Nadia Terranova sembrano suggerire il fulcro di quello che è il progetto installativo di Matteo Casilli, Pasolini100, patrocinato dal Municipio V Roma Capitale e impreziosito da un testo di Federica Tardani.


Ricordare Pasolini partendo da Roma, città che ha messo a punto un programma lungo un anno con mostre, proiezioni, rassegne. E all’interno del programma delle celebrazioni del Centenario della nascita dello scrittore e regista bolognese, Matteo Casilli ritrova la terrazza del famoso bar del film d’esordio di Pasolini, “Accattone” (1961), sulla quale poggia un ritratto del regista che traduce in un’immagine fotografica in vettoriale su carta, estesa fino a coprire una superficie di 4 x 5 m. Una ripresa aerea ci dà la possibilità di vedere lo sguardo di Pasolini rivolto verso il cielo di Roma e di nuovo in contatto con il luogo dove abbiamo visto nascere la sua “cinematografia sgrammaticata”, come lui stesso la definiva, il Pigneto.


Un progetto appassionato alla “piccola grandiosità” di una certa Roma, a quell’universo che nel film emerge dalle tonalità di un bianco e nero dai forti contrasti, dalle pose fisse, dai primi piani intensi, e nell’installazione di Casilli è tradotto sottolineando i lineamenti forti di Pasolini con lievi note di colore in contatto con le ombre della borgata romana, nella quale vive oggi lo stesso fotografo. «L’intervento di Casilli al Pigneto – si legge nel testo di Federica Tardani – ci dà il privilegio di rivivere l’originarietà di un incontro che ha iniziato la storia della cinematografia pasoliniana, nella messa a fuoco, nella delineazione e nella moltiplicazione di ogni suo dettaglio.»
Matteo Casilli con una laurea in Lettere e Filosofia, diplomato nel 2009 alla “Scuola Romana di Fotografia” ha collaborato con Olivero Toscani nella realizzazione del libro “Firenze Santo Spirito” e con Terry Richardson nel suo periodo newyorkese. La sua fotografia è focalizzata sulla presentazione di suggestivi ritratti umani, sottolineando con delicatezza l’aspetto psicologico dei soggetti che sceglie. Il video dell’installazione sarà visibile sul canale youtube dell’artista dal giorno 2 marzo 2022, data di apertura delle celebrazioni del Centenario (https://www.youtube.com/c/MatteoCasilli/videos).


Sono davvero numerose le inziative dedicate a Pierpaolo Pasolini in Italia ma anche oltralpe. Pier Paolo Pasolini “Un artiste corsaire” è il titolo del convegno di studi che si terrà il 12 marzo 2022 a Mons (Belgio) presso l’Officina dei Cappuccini, organizzato da les Editions Crèations /Europe/Perspectives (CEP) in collaborazione con il Festival Interntional du Film de Mons e l’ASBL “Mon Culture Société”.


Il convegno di studi, con interventi di spicco del mondo accademico, vedrà anche la proiezione del suo primo film “Accattone” e della pellicola “Pasolini” di Abel Ferrara evento in collaborazione con il Mons International Film Festival. Ma il programma si arricchisce ulteriormente con l’esposizione di manifesti originali di diversi film di Pasolini a cura della galleria Rossicontemporary di Bruxelles e due mostre i dipinti dell’artista Andrea Clanetti e le illustrazioni che l’artista salentino Massimo Pasca ha dedicato a Pasolini con il suo inconfondibile segno graffiante. Tra i più attivi live painter italiani, sin dal 1994 porta sulle coste pugliesi il concetto di live painting con numerosi happening in compagnia di dj, musicisti e poeti. Ha illustrato libri, copertine di dischi e manifesti per spettacoli. Laureatosi a Pisa nel 1994 alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul rapporto tra pittura e cinema nel lavoro cinematografico di Pier Paolo Pasolini e Danilo Donati. Ha lavorato inoltre come scenografo e aiuto scenografo in diverse produzioni, fra le più importanti lo spettacolo di Gabriele Lavia e Mariangela Melato, “Chi ha paura di Virginia Woolf’ “in cui è stato aiuto scenografo di Carmelo Giammello, al Teatro Verdi di Pisa, ha lavorato alle scenografie di “Music Box Live show di Francesco Freyre presso il Teatro delle Celebrazioni di Bologna, e per produzioni di altri teatri come il Teatro S. Andrea di Pisa, Il Teatro delle sfide di Bientina e il Teatro del Te.

Illustrazione di Massimo Pasca

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