Istanza etica e pluralismo culturale dei dialetti

A Gallipoli, presso l’Ecoresort le Sirenè, dal 20 al 24 ottobre 2022 si terrà il 128° convegno promosso dall’associazione nazionale poeti e scrittori dialettali

Not with a bang but with a wimper”, “ Non con un botto, ma con un gemito”. La previsione con cui Bàrberi Squarotti  paventava una fine certa per la poesia dialettale nella metà del secolo scorso non non si è compiuta  per inattesa fioritura di testi poetici in dialetto dal Nord al Sud della nostra penisola in controtendenza all’appiattimento dell’italiano standard e all’alienazione della comunicazione digitale.

Oggi le lingue regionali non rappresentano, se non in casi sporadici,  un rifugio nostalgico in un passato idilliaco,  bensì assumono un ruolo  fondamentale nell’ambito  del pensiero  e del dibattito culturale contemporanei. Alla ricerca esistenziale dell’uomo di oggi non sono in grado di dare un orientamento né l’informatizzazione tecnologica, né l’edonismo dilagante, né il inapensiero scientifico che registra i fenomeni, ma è incapace di interpretarli e di evidenziare  le connessioni profonde tra i molteplici ambiti della realtà.   Rinasce l’interesse per una dimensione autentica del vivere e si rinnova la ricerca di un Ursprung , ovvero della forma originaria del nostro aprirci al mondo, che alcuni individuano nella Ursprache, linguaggio primigenio che si articola nella comunicazione prelogica dell’arte e della poesia. Nel saggio del 1936 su  L’origine dell’opera d’arte [1] Martin Heidegger sostiene che l’opera d’arte «è messa in opera della verità» e fa sì che il mondo si costituisca in quanto tale in rapporto all’Essere. Nel dischiudere una parola di senso per l’uomo contemporaneo, l’artista intesse un rapporto complesso, talvolta critico, con la società, con la polis di appartenenza, con l’esperienza quotidiana intrisa di dolore e di speranza, ma che porta alla luce segnali a volte impercettibili di una trascendenza, di una tensione viva verso il superamento del disagio esistenziale.

Il 128° Convegno d’autunno dell’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali, che quest’anno si terra nel cuore del Salento, a Gallipoli, dal 20 al 24 ottobre 2022 presso l’ Ecoresort Le Sirenè-Caroli Hotels- Strada Provinciale, 239, con la nutrita partecipazione di più di cento poeti di tutte le regioni italiane, nonché di studiosi e artisti di chiara fama, offre al pubblico salentino non solo l’occasione di ascoltare poesie e canzoni nei diversi idiomi che costituiscono il ricco mosaico linguistico della nostra nazione. Esso come accade fin dalle sue origini, grazie allo strenuo impegno dei soci e del Presidente dell’ANPOSDI, Prof. Mimmo Staltari, propone anche  riflessioni di carattere etico-sociale e linguistico-letterario sul ruolo dei dialetti nella civiltà contemporanea.

Pertanto ai recital dei poeti e all’esecuzione di brani popolari si alterneranno i contributi  di alcuni antropologi e critici letterari, tra cui il Prof. Francesco Bellino su “Dialetto e pluralismo culturale”, la Prof. Lidia Caputo su “La lirica d’amore nell’Opera Poetica di Erminio Giulio Caputo, il Prof. Emilio Filieri su “Rranca la notte…Erminio Giulio Caputo fra slancio mistico e visioni di poesia”.

    Nelle liriche dialettali, come potremo apprezzare in occasione di questo significativo evento culturale, lo spleen esistenziale si coniuga con la trascendenza, anche quando non vi è un esplicito riferimento ad una dimensione oltremondana. Ogni essere, ogni accadimento, ogni stato d’animo, sono permeati da una tensione verso il senso primigenio e ultimo della realtà. Impercettibilmente i nostri poeti fanno trasparire in filigrana una dimensione sublime e inafferrabile, in cui finito e infinito, cielo e  terra, tempo ed eternità si incontrano anche nella quotidianità dell’esistenza.


[1] M: Heidegger, Sentieri interrotti, a cura di P.Chiodi, Firenze, La Nuova Italia 1968, pp. 56 e 61.

(fonte: comunicato stampa)

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