5,7 km di grida nel silenzio. Quando l’arte racconta il dolore
Dal 7 al 16 settembre il viaggio dell’opera collettiva ideata e curata da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara è giunta a Lecce per testimoniare le vittime innocenti del genocidio a Gaza. Le foto di Santa Scioscio restituiscono l’impatto visivo ed emozionale del progetto
Trasformare il dolore in arte, cucendo è il caso di dire a doppio filo l’antica arte tessile e la memoria per farsi testimonianza civile di una tragedia che continua ad accadere sotto gli occhi indifferenti del mondo. Dal 7 al 16 settembre 2026, l’opera collettiva ideata e curata da Cristina Pedrocco e Elena Gradara è giunta a Lecce meta di un viaggio iniziato a Fusignano, Parma, Rosignano Monferrato, Milano, Torino, Monteprandone e Castiglione d’Otranto. Il Chiostro del ‘500 della Biblioteca Bernardini (ex Convitto Palmieri) di Lecce ha accolto “5,7 km di grida nel silenzio”.
Nomi dipinti, ricamati, scritti ma erano bambini e bambine a cui è stato negato il diritto alla vita. Non potranno più parlare, correre nei prati, cantare, scrivere, studiare, amare e sognare. Sono solo nomi arrotolati su tessuti che testimoniano dove può arrivare la crudeltà degli uomini alimentata da false ideologie e sete di potere. 5,7 km di tessuto dove sono stati impressi i nomi di vittime innocenti di un genocidio che utilizza la precisione di droni e “soldati” ma sarebbe più giusto chiamarli boia addestrati ad uccidere come racconta il film “Naza” proiettato nei giorni scorsi al Festival del Cinema di Venezia. Ed è singolare che sia proprio l’arte a denunciare e a puntare i riflettori su quello che i posteri un giorno potranno definire l’abominio del XXI secolo come quello svelato ad Auschwitz con la differenza che le immagini crudeli quanto orribili scorrono sui social e nessuno di noi può dire di non sapere. Non in mio nome ci è rimasto da dire sperando che chi può fermi questa disumana mattanza.
“5,7 km di grida nel silenzio” nasce per commemorare gli oltre 20.000 bambine e bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza attraverso un’opera tessile di grande impatto visivo ed emotivo come ci restituiscono le foto di Santa Scioscio. Se non si è stati in grado di salvarle quelle vite, l’intento è quanto meno restituire dignità e visibilità alle innumerevoli vite spezzate a Gaza.
Lanciata nel settembre 2025 attraverso la call “Artisti tessili per Gaza”, l’iniziativa ha coinvolto associazioni, collettivi e singoli partecipanti in un processo creativo che ha trasformato ago e filo in strumenti di memoria, cura e solidarietà.
Una striscia di stoffa lunga 5 chilometri e 700 metri, realizzata grazie al contributo di oltre 400 gruppi di persone provenienti da tutta Italia. Su migliaia di pannelli tessili, artisti, artigiani e cittadini hanno ricamato, scritto o dipinto i nomi delle giovani vittime, successivamente cuciti insieme in un unico memoriale.
“5,7 km di grida nel silenzio” è un’esperienza collettiva che invita alla riflessione sui valori della vita, dell’identità e della memoria.
Il progetto si inserisce in un più ampio movimento internazionale di solidarietà civile e promozione dei diritti umani e l’obiettivo prefissato dalle promotrici è continuare a portare il memoriale nelle piazze e negli spazi culturali italiani, affinché questi nomi possano continuare a essere ricordati.
L’intenzione finale è affidare l’opera a un museo, una fondazione o a un’istituzione permanente che ne garantisca la conservazione e la funzione commemorativa nel tempo.
L’esposizione a Lecce, realizzata in collaborazione con il Polo Biblio-museale di Lecce e la Biblioteca Bernardini è stata organizzata e curata da varie realtà locali attive sulla causa palestinese: il G.U.S Gruppo umana Solidarietà, i collettivi e associazioni Donne per la Palestina, Sciamu te paru, Fucina salentina e Salento per la Palestina. (an.fu.)





