Bancosanto, il documentario che parla d’amore e di legalità

“Bancosanto” il documentario realizzato dalla giornalista salentina Fabiana Pacella ha ricevuto una menzione d’onore al Matera International Film Festival 2026

Nel 2026, anno in cui Matera celebra il riconoscimento di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, torna dal 7 al 15 novembre il Matera Film Festival con un focus al Mediterraneo come spazio di incontro, racconto e crocevia di culture e linguaggi. Fervono i preparativi per la settima edizione che tornerà ad animare la città dei Sassi, trasformando Matera in un punto d’incontro per il cinema internazionale. E fiore all’occhiello del festival è il Concorso Internazionale aperto a registi, autori di lungometraggi, documentari e cortometraggi. Tra le anticipazioni, ci fa molto piacere segnalare, la premiazione del lavoro della collega salentina Fabiana Pacella, firma autorevole della Gazzetta del Mezzogiorno e referente per la Puglia di Articolo 21 che riceverà una Menzione d’Onore al Matera International Film Festival 2026 per il documentario “Bancosanto” selezionato su 815 lavori provenienti da 57 paesi del mondo. Un racconto che parte da un piccolo banco del pesce per consegnare a tutti un grande messaggio di comunità.
«Un documentario in cui ho lavorato per 9 anni, realizzato tra Salice Salentino, Gallipoli e Porto Cesareo, che parla del Popolo, la gente comune come me, i Piccoli, che diventano Grandi quando qualcuno li racconta.


“Bancosanto” è quel banco del pesce di mio padre che da oltre 60 anni è famiglia, memoria, lavoro, storia. È un luogo dove si incontrano le storie della gente, oggi è la Pescheria di Comunità che testimonia come, anche nei momenti più difficili, anche sotto la minaccia del malaffare, di mafia e cultura mafiosa, il Popolo vince rimanendo unito. E oggi quel piccolo banco, il nostro Paese, l’insieme dei valori delle piccole comunità di provincia sono arrivati fino a Matera, scelti da una giuria internazionale con nomi del calibro di Gary Shapiro, produttore già vicepresidente di Sony Pictures.»
La regia è di Matteo Brandi, ma il cuore del progetto è legato indissolubilmente a Fabiana Pacella, giornalista capace e tenace che ha scelto di restare nella sua terra, e a tutte le persone che sono voci, identità e storie dei territori raccontati.
«Questo traguardo è la fotografia reale di ciò che significa Antimafia Sociale. Non è solo mio. È della mia gente. Di chi mi è stato vicino. Di un popolo che si tiene stretto e che dimostra che, alla fine, il Bene la spunta.»

La giornalista Fabiana Pacella insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica nel giugno 2025


Nove anni di lavoro. Di riprese professionali e anche “amatoriali” con il cellulare per cogliere le sfumature più autentiche della gente comune, del popolo, delle piccole comunità, come quella del paese di origine, Salice salentino, dove Fabiana è cresciuta e ha deciso di rimanere, stringendosi a quella stessa comunità «che è fatta di fede, di prossimità, di mani che si intrecciano e di volti e soprannomi, di cassette del pesce della pescheria dove il mio papà ha iniziato a lavorare sin da bambino».
“Bancosanto”, completamente autoprodotto, senza sponsor, incarna l’idea del lavoro, che come dicevano gli antichi, nobilita l’uomo, di comunità e di radici irrinunciabili da difendere contro la manus longa della criminalità. Ed è ciò che Fabiana fa da sempre con il suo lavoro di giornalista, ricevendo premi e riconoscimenti per il suo lavoro, tra gli ultimi, la nomina di “Cavaliere” dal Presidente Sergio Mattarella nel giugno 2025 e lo scorso settembre la menzione speciale Premio Pio La Torre ”per l’impegno profuso nel promuovere e diffondere la cultura della legalità e della responsabilità civile”. Un impegno che si traduce nel raccontare ciò che vede, dando voce agli ”invisibili” e a quel mosaico immateriale di radici intrecciate che poi sono la vera ricchezza: un patrimonio identitario che dovremmo custodire e difendere tornando ad essere forse meno social ma più sociali. (an.fu.)



Matera Film Festival

Fondato nel 2019, il Matera Film Festival è giunto alla sua 7^ edizione e si inquadra come anello di congiunzione tra la città e il cinema, tra il passato e l’identità futura.
Un rapporto, quello con il cinema, che passa attraverso le numerosissime produzioni cinematografiche girate a Matera: da Pier Paolo Pasolini ai fratelli Taviani, da Francesco Rosi a Roberto Rossellini, passando per Lina Wertmuller, Giuseppe Tornatore e Gianni Amelio fino a colossal internazionali come The passion of Christ di Mel Gibson, Ben Hur di Timur Bekmambetov, Wonder Woman di Patty Jenkins e la 25ª pellicola della saga di James Bond, 007 No time to die di Cary Fukunaga.
Sin dalla prima edizione, il festival si caratterizza per la transmedialità e l’attenzione ai nuovi linguaggi che appartengono anche al mondo del cinema, come: la musica, il fumetto, la letteratura e il gaming, il cinema d’animazione, le nuove tecnologie, l’IA.
La Balena “Giuliana”, scelta come simbolo creativo del Matera Film Festival, si riferisce al più grande cetaceo del Pleistocene mai scoperto e che fu rinvenuto nel 2006 sulle sponde del Lago di San Giuliano. Un simbolo che diventa ispirazione per la sezione firmata Matera Film Festival “Giuliana d’Autore” e rimarca ancora una volta l’anima del Matera Film Festival: “L’equilibrio tra l’uomo e la natura, tra l’innovazione e la tradizione, tra l’onirico e il reale”. In attesa di scoprire l’intero programma dell’edizione 2026, sono state rivelate piccole anticipazioni come il ritorno di Paolo Strippoli, che dopo la partecipazione alla scorsa edizione porta con sé “L’estranea”, il suo nuovo film presentato proprio a Venezia 83.
Accanto a lui, un percorso completamente diverso ma altrettanto prezioso: quello di Enzo D’Alò, tra i registi, sceneggiatori e autori più riconoscibili dell’animazione italiana. Il Festival gli dedica una masterclass sulla sua carriera e sul suo cinema, capace di parlare a più generazioni.

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