Oltreoceano il ritmo salentino

I “Khaossia” volano in tournee negli Usa

di Gabriele De Blasi

 

I “Khaossia”, Ethno Ensemble Salentina, volano negli USA in tournée dal 19 al 26 aprile per presentare agli studenti della “Saint Joseph’s University” di Filadelfia il nuovo cd “Le Grechesche”.

I musicisti salentini tornano per la seconda volta in due anni negli “States”, invitati dal Consolato Generale d’Italia di Filadelfia, con il sostegno dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e il patrocinio della Provincia di Cremona, con un cd fatto di storia e di musica. L’ambientazione delle “Grechesche” è l’Adriatico del XVI secolo, dominato dalla Repubblica di Venezia, nel quale i “Khaossia” interpretano dei galeotti a bordo della galea del Console veneziano a Otranto, Annibale Basalù. Toccando con i loro brani i diversi porti veneziani, soffermandosi in Terra d’Otranto, ne rappresentano le atmosfere attraverso musiche oniriche ispirate al folk mediterraneo e alle Greghesche del compositore veneziano Andrea Gabrieli, rivisitate dai “Khaossia”. “E’ molto emozionante – ha riferito Luca Congedo, flautista e leader dei “Khaossia” – poter raccontare la storia della mia terra, il Salento, attraverso la musica. E’ un privilegio, poi, poterla presentare e condividere con gli studenti delle scuole e delle Università che rimangono letteralmente estasiati”.

La tournée dei “Khaossia” prevede lezioni-concerti oltre che nella “Saint Joseph’s University” di Filadelfia anche nelle “high schools” di New York e del New Jersey. I “Khaossia” sono: Luca Congedo (flauti etnici e antichi), Giorgio Galanti (voce narrante), Stefano Torre (voce, chitarra, laouto cretese) e Fabio Turchetti (organetti).
L’ensemble è nato nel 2005 a Cremona, dal salentino Luca Congedo. E’ costituito da musicisti specializzati nell’ambito di molteplici generi, tra cui quello etnico e, nello specifico, della musica popolare del Salento. La curiosità nei confronti dello spazio è stata rafforzata poi dall’attenzione e dal rispetto per il tempo, attraverso la riproposizione rispettosa di suoni antichi e, a volte, dimenticati. Alla base dell’approccio alla musica tradizionale salentina vi è stato innanzitutto il rispetto nei confronti di quella terra. I “Khaossia” hanno avuto positivo riscontro di critica (“Froots”, “Folkbulletin”, “Songlines”, “Radio Popolare”, “Radio Onda d’Urto”) e pubblico, esibendosi in Italia e all’estero (USA, Francia, Svizzera, Croazia). Nel 2007 hanno pubblicato il loro primo cd “De Migratione” su etichetta “CPC” e nel 2009 hanno composto e registrato la musica per l’opera buffa settecentesca in lingua leccese “La Rassa a bute” della quale si conserva solo il testo. Nel 2010 i “Khaossia”, durante la tournèe organizzata dal Consolato Generale d’Italia di Philadelphia, si sono esibiti nell’Auditorium della “High School Fiorello La Guardia”, a New York. A Filadelfia sono stati ospiti del “Philadelphia Museum of Art”, presentati dal Console Generale d’Italia,  hanno tenuto concerti a Norristown nel New Jersey e ad Horsham. I “Khaossia” hanno inoltre tenuto un concerto per gli studenti al “Wynn Common” della “University of Pennsylvania” e hanno presentato all’”America Italy Society” di Filadelfia il loro lavoro, “La Rassa a Bute”.
Nelle “Grechesche” i “Khaossia” si sono vestiti da galeotti a bordo della nave di Annibale Basalù, console per la Repubblica di Venezia a Otranto nel XVI secolo. In sua compagnia hanno intrapreso un ipotetico viaggio con destinazione le coste assolate di Terra d’Otranto, partendo dai salotti della ricca e opulenta Serenissima e toccando i porti dello “Stato da Màr”, le terre su cui imperava il leone di San Marco. Per centinaia d’anni il predominio veneziano nel Mediterraneo non è stato solo politico ed economico. La sapiente e interessata mano tentacolare della Serenissima, infatti, ha permesso che terre, anche lontane, entrassero in contatto tra loro contaminandosi culturalmente. Si trattava prevalentemente di popoli accomunati da un altro elemento, il mare, visto come fonte di ricchezza, di vita, di ispirazione artistica. I brani sono stati composti ispirandosi alle immaginarie atmosfere dei porti toccati dalla galea, cercando di far emergere nei luoghi, metaforicamente rappresentati dalle tracce, un denominatore comune, ovvero il “Dna” marino e mediterraneo. Anche questa volta i “Khaossia” hanno attinto dal repertorio antico, ripescando e stravolgendo in chiave folk, quattro “Grechesche” (una sorta di villanella dal carattere burlesco, pittoresco ed eterogeneo) pubblicate nel 1571 dal compositore veneziano Andrea Gabrieli. I testi, rispettati nell’esecuzione dai “Khaossia”, furono composti dall’eclettico Antonio Molino detto Burchiella, rappresentante della letteratura stradiostesca, e utilizzano una sorta di fusione linguistica tra veneziano, istriano, dalmata e greco. Molino fu un attore comico, un poeta, un compositore e un mercante di professione. Il perfetto compagno di viaggio dei “Khaossia”. La destinazione del viaggio è la Terra d’Otranto dove la comunità veneziana era presente già nell’836 quando aiutavano, con le loro navi da guerra, Longobardi e Bizantini a tenere lontani i pirati saraceni dalle coste adriatiche. I Veneziani si stanziarono nel Salento, tra il XV e il XVIII secolo, assumendo da subito incarichi pubblici, al fine di tutelare i propri interessi commerciali e garantirsi i preziosi porti. Le testimonianze di questa “fratellanza” forzata tra Venezia e la Terra d’Otranto sono evidenti ancora oggi nel palazzo del governo cittadino di Lecce e nella cappella di San Marco con il suo immancabile leone.  Tra le tante famiglie veneziane che si stanziarono nel Salento, i “Khaossia” hanno scelto di viaggiare con i Basalù, famiglia inquieta e con una storia intrigante, che per anni furono alla guida della città di Otranto. Il gruppo salentino ha riunito per questo cd, oltre al nucleo centrale composto da Luca Congedo, Fabio Turchetti, che ha curato come sempre la composizione e l’arrangiamento dei brani,  e Stefano Torre, altri amici di diversa formazione e provenienza. L’obiettivo è stato quello di ricreare, anche all’atto della registrazione, l’atmosfera degli incontri casuali che avvenivano nei porti del Mediterraneo, tra musicisti diversi, per lo più dilettanti, e mercanti. Atmosfere surreali ricreate dall’affiancamento di strumenti musicali lontani per genere (colto e popolare) e collocazione spazio-temporale. Traversa rinascimentale, laouto cretese, violino, tamburo a cornice salentino, organetti, chitarra si sono  fusi insieme in questo cd con naturalezza.

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