Mario Calcagnile

Tra le campagne di Magliano e Carmiano, in provincia di Lecce, nell’atelier  a cielo aperto dell’artista

Dal 4 al 7 Luglio la personale  al Palazzo Baronale di Collepasso nella rassegna “InVESTE d’ARTE”

Il giardino dell’Angelo

di Monica Lisi

Mario Calcagnile è ritornato nel Salento nel 1998 dopo aver lavorato in Austria, in Canada ed in nord Italia per svariati anni. Ha partecipato a symposium internazionali di scultura, esposto in numerose mostre collettive e personali. Ha incontrato e lavorato con artisti di fama internazionale ed è da tempo impegnato nell’organizzazione di eventi culturali, in particolare di simposi di scultura. “IL GIARDINO DELL’ANGELO” è un luogo che sta costruendo, nelle campagne tra Magliano e Carmiano. E’ un posto incantevole dove l’arte della natura ispira ed accoglie le pulsioni del fare creativo in una danza che si traduce in gesto ed azione. E’ qui che Mario Calcagnile respira umori, lavora incessantemente tra terra e colore, sceglie la materia che si trasforma nelle sue mani in opera.

 

 

Arrivando qui è probabile incontrarlo al lavoro, per lui costruire il suo stagno equivale a dar forma ad un pensiero creativo, forse lo stesso che gli farà generare la prossima scultura. Una stele di ferro o un cerchio di fili di ferro recuperati dalla sua vigna a ricordo di un momento sacro. Quello della raccolta. Dunque semina e raccolto, costruzione e distruzione sono dimensioni che s’incontrano e si amalgano. Ed ecco che il ritorno alla pittura dell’artista, scultore da sempre, ce lo fa ritrovare,  immerso in una nuova dinamica. Quella del colore e della tela. Non è più dunque alle prese con enormi mole di pietra come era accaduto in passato, ma ora si confronta con un medium che è delicato, leggero, essenziale. Come i suoi lavori che ci raccontano terre, vissuti che si dipanano in gesti, silenzi di luoghi assolati dove la magia percepita, osservata, compresa, si trasforma in arte. Il ritorno alla pittura “tra terra e sangue” è per Calcagnile un gesto d’arroganza perché come ci dice molti artisti hanno abbandonato la pittura ed il suo lavoro racconta in primis questa volontà di recuperare il medium, tracciando  con un linguaggio informale, espressionista la terra che gli appartiene ed il sangue che è sentire, istinto, umore. Sicuramente influenzato dagli artisti incontrati in passato tra cui Emilio Vedova, oggi ci offre un ciclo di opere nuove, tutte dello stesso formato che come moduli si inseguono e segnano nuovi sentieri da percorrere, macchiati di terra, segnati dal sangue che è pulsione verso la pittura ma anche desiderio, volontà, lavoro.

Dal 4 Luglio al 7 Luglio esporrà i nuovi lavori presso il Palazzo Baronale di Collepasso nell’ambito della manifestazione Collepasso InVESTE d’ARTE”, la manifestazione organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale e Culturale Cantieri Ideali. Si tratta di una serie di eventi che, come nella passata edizione, avranno luogo nel Palazzo Baronale, importante contenitore storico-artistico e luogo centrale nella vita culturale del paese.

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