Canapa, ritorno al futuro

Domenica 3 aprile, Castiglione d’Otranto (Le), via vecchia Lecce, zona Curteddra

Torna la semina collettiva della canapa nel Salento leccese, a Castiglione d’Otranto. Un’intera giornata dedicata alla coltivazione di questa pianta scomparsa e incredibile, tra semina a mano, dialoghi, una festa rurale con il coro multiculturale dei migranti. Ospite d’onore sarà Mario Capanna, leader delle lotte del ’68 e presidente della Fondazione diritti genetici.

Sarà Mario Capanna, agricoltore, presidente della Fondazione diritti genetici e animatore delle lotte del ’68 italiano, a dare il via alla terza edizione di “Canapa, ritorno al futuro”, la semina collettiva della canapa industriale sui terreni strappati all’abbandono.

Appuntamento, dunque, domenica 3 aprile, a partire dalle ore 9 e fino al primo pomeriggio, in zona Curteddra, in via vecchia Lecce, a Castiglione d’Otranto.

Il lavoro di reintroduzione di questa coltivazione scomparsa da decenni nel Salento è una tappa fondamentale del percorso di recupero della ruralità avviato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino. A credere nella sfida anche il Comune di Andrano e il Parco naturale regionale Otranto-S.M. di Leuca, che hanno concesso il proprio patrocinio alla manifestazione.

La giornata di semina sarà anche l’occasione per alimentare la partecipazione al referendum sulle trivellazioni di domenica 17 aprile. Durante i dialoghi, infatti, verrà lanciato l’appello a votare Sì da parte di giuristi, attivisti e amministratori pubblici. La mobilitazione serve a bloccare il rinnovo di concessioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa, ma anche a rendere più chiaro il messaggio di fondo: il destino dei nostri mari non può essere quello di ospitare piattaforme di estrazione e non può finire nelle mani di multinazionali.

Programma. L’appuntamento con la semina a mano è fissato per le ore 9, in zona Curteddra, a Castiglione. Alle 11, tra gli ulivi, si terranno i dialoghi sul futuro della canapa e il recupero della biodiversità salentina. Dopo i saluti di Raffaele Colluto, assessore all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Andrano, e di Rachele Invernizzi, proprietaria di South Hemp Tecno (il primo centro di trasformazione del Mezzogiorno), a confrontarsi saranno Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici; Nicola Grasso, docente di diritto costituzionale presso l’Università del Salento; Rocco Botrugno, attivista di Casa delle Agriculture. Alle ore 12,30, al via la tavolata contadina, con il pranzo a base di canapa e cibi locali. A seguire, il concerto dell’orchestra dell’integrazione, “Rapsodia di voci”, diretta da Gaetano Fidanza, con la musica dei migranti ospiti dei centri Sprar del Salento.

Le dichiarazioni di Mario Capanna per l’occasione:«Non esiste altra pianta – spiega Mario Capanna – che abbia una così grande ricchezza di benefici come la canapa. Basta pensare agli apporti di Omega3 e Omega6 o al fatto che con le sue radici fissi l’azoto dell’aria nel terreno e si autofertilizzi. Anche la Costituzione americana è scritta sulla canapa, visto che la carta che se ne trae è incomparabilmente migliore di quella che si ricava dal legno. Pochi sanno che, fino agli anni ’50, l’Italia era il primo produttore europeo di canapa, un primato deperito a causa dell’avanzata delle fibre sintetiche e del proibizionismo. Questo è il momento della riscoperta. Io credo che la ripresa sistematica della coltivazione possa permettere all’Italia di recuperare un ruolo strategico in campo agroalimentare».

Cos’è “Canapa, ritorno al futuro”.“Canapa, ritorno al futuro” è la sfida che ogni anno viene lanciata sulla coltivazione di questa pianta nel Salento. I suoi semi vengono messi a dimora sui campi recuperati lungo il “Parco comune dei frutti minori”, un parco periurbano creato dal basso due anni fa dai cittadini di Castiglione d’Otranto attraverso la bonifica dei tratturi e la piantumazione di alberi da frutto in via d’estinzione. L’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino sta provando a riscattare l’avvenire delle campagne incolte, concesse dai proprietari agli attivisti con la formula del comodato d’uso gratuito. L’obiettivo è sottrarre quei fondi a degrado, incendi, abuso di chimica e aggressioni edilizie attraverso la coltivazione di varietà di antichi cereali, ortaggi, leguminose.  

La canapa, il miracolo della terra anche nel Salento. Il primo campo di sperimentazione della canapa nel Leccese è sorto due anni fa a Castiglione d’Otranto, grazie anche alla collaborazione del Comitato Notte Verde, di Assocanapa, South Hemp Tecno, Comune di Andrano e Parco regionale Otranto-S.M. di Leuca. È stato quello l’anno della svolta in tutta Italia, con oltre mille ettari coltivati e una produzione record di paglie, mentre il 2015 è stato difficile in tutta Europa a causa delle condizioni meteo. La pianta è considerata “il maiale vegetale”, perché di questa nulla si butta via: idonea per la produzione di tessuti, alimento ricco di proprietà sulle tavole. Inoltre, è materiale d’avanguardia anche nella bioedilizia: assieme a Messapia Style, esecutrice progettuale, Casa delle Agriculture ha ideato e avviato lo scorso anno la costruzione della prima abitazione salentina in calce canapa, a Supersano.

La pianta, poi, è utilissima nella rotazione perché rigenera i terreni e li disinquina, grazie alle profonde radici nelle quali trattiene eventuali metalli pesanti. Per la sua crescita non ha bisogno di acqua, concimi e diserbanti e questo si sposa appieno con la battaglia contro i pesticidi avviata da Castiglione con la prima petizione italiana contro l’uso di chimica in agricoltura.

(fonte: comunicato stampa)

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