La pianta del castello di Copertino: due spade nella roccia

 

 

di Eugenio Caretto

Situato al confine dell’antico centro fortificato, il Castello Angioino di Copertino fu progettato dall’architetto rinascimentale Evangelista Menga e realizzato nei prima quaranta del Cinquecento. Pensato per scacciare lo spettro degli invasori mediorientali, di fatto non fu mai necessario il suo impiego a scopo propriamente difensivo, ma il successo fu grande nel trasformare un insediamento indifeso in una vera e propria fortezza dall’innegabile impatto e potere visivo. 

Costruito attorno al preesistente Mastio Angioino di età normanna, la struttura è a pianta quadrilatera che, a detta del prof. Lucio Maiorano, autore tra gli altri di vari saggi su Evangelista Menga e sul Castello, potrebbe quasi ricordare due spade che si incrociano, considerata la presenza dei quattro bastioni angolari a lancia.

Tale conformazione bastionata, più adatta alle nuove armi da fuoco (cannoni con palle in ferro su tutte), rappresenta uno dei primi tentativi di modernizzare l’antiquata pianta quadrilatera con torri circolari.

L’intero castello è circondato da un fossato, scavato nel banco roccioso di pietra viva tipico della zona.

Perimetralmente, nei tre piani, si sviluppano i corridoi delle casematte coperti da volte a botte ogivali, tramite cui si accede alle sale interne ai puntoni. Dall’androne di ingresso si accede ad un cortile interno su cui si aprono due logge, una al piano terra sul lato ovest, l’altra al piano primo sul lato sud, e la scala di accesso alle zone residenziali.

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