Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori

Dai papaveri appena raccolti alle rose. Le forme, i colori e il fascino intramontabile dei fiori dipinti da Giorgio Morandi sono al centro del percorso espositivo che inaugura con Re-Conneting l’attività del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e del Museo Morandi. Dopo la chiusura dettata dalla pandemia da Covid 19,i due musei da fine settembre 2020 a gennaio 2021, approfondiranno i temi legati alle collezioni permanenti indagandone aspetti particolari e valorizzandone opere solitamente non visibili, o non più esposte da tempo.


Come suggerisce il titolo, Re-collecting, il ciclo ideato da Lorenzo Balbi che si avvale della curatela dello staff dei due musei, intende leggere le collezioni museali attraverso uno sforzo interpretativo che proponga prospettive originali e quando possibile inusuali, che possano rinnovare la relazione tra l’opera e il visitatore proponendo nuovi percorsi espositivi e di senso.
Si parte venerdì 25 settembre con Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori, a cura di Alessia Masi, focus dedicato a un soggetto che Giorgio Morandi amava particolarmente: i fiori.

Giorgio Morandi, Fiori, 1924 (V.88) olio su tela, cm 58 x 48
Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi


I 13 lavori, prevalentemente dipinti, che abbracciano un arco di tempo che va dal 1924 al 1957, partendo dal dipinto appartenente al Museo Morandi, per arrivare a quello di collezione privata in cui quella stessa varietà di fiore è raffigurato in un modello realizzato in seta come lo sono le rose, soggetto che ricorre nelle altre nove tele esposte.
Il tema floreale viene affrontato da Morandi non solo in pittura e nell’incisione, ma anche nel disegno e nell’acquerello, con composizioni in cui sono evidenti l’estrema semplicità della forma, la volumetria dei piccoli recipienti e l’ombra che proiettano sullo sfondo, per raggiungere, specie nelle opere degli ultimi anni, quote di astrazione e dematerializzazione uniche, diventando pura atmosfera. E non a tutti è noto che la finalità con la quale Morandi dipingeva una parte dei quadri di fiori: spesso si trattava di regali ad amici cari come Roberto Longhi, Lionello Venturi, Piero Bigongiari, Eugenio Montale, Vittorio De Sica e Valerio Zurlini, oppure alle stesse sorelle, che li ricevevano in occasione dei compleanni, così come ad altre donne legate all’artista da un profondo rapporto di amicizia e stima.
Per offrire suggestioni sulle modalità di lavoro di Morandi, sono visibili in mostra anche due oggetti in porcellana provenienti da Casa Morandi, insieme a ciò che resta di quei fiori di seta o essiccati che, proprio per la loro durata perenne, erano i prediletti dell’artista come modelli di rappresentazione. Giorgio Morandi preferiva ai fiori freschi, rappresentati principalmente nelle opere giovanili, quelli essiccati o di seta, raffinatissimo prodotto dell’artigianato bolognese del Settecento, che mantengono inalterato il loro stato e non subiscono variazioni nel tempo indipendenti dalla volontà dell’autore. Come per altri soggetti, i fiori sono un pretesto per studiare gli aspetti della composizione, eliminando il superfluo per far affiorare la sostanza, l’essenza.


Morandi rappresenta i fiori sempre soli, unici protagonisti della scena, a differenza di altri artisti come Renoir – da lui molto amato e studiato – che li inseriscono in composizioni più articolate. Per Morandi l’unica variante è costituita dai vasi, talvolta rappresentati per intero o talvolta solo parzialmente, prevalentemente bianchi, dal corpo allungato e, in pochissimi casi, decorati con qualche motivo ornamentale. La loro forma è sempre rigorosamente funzionale alla composizione spaziale e in alcune opere si intravede solo l’imboccatura per concentrare l’attenzione dell’osservatore sul mazzo di fiori.
Nei lavori degli anni 20 si percepisce il debito nei confronti della pittura di Rousseau, Cézanne, Chardin e soprattutto di Renoir (nella resa carnale e sensuale delle corolle), però dagli anni Cinquanta,
i fiori morandiani sono ridotti ad una forma geometrica tondeggiante, in uno spazio indefinito e quasi senza respiro.
La mostra è pensata per dare una visione ampia della trattazione del tema, per questo i visitatori potranno ammirare anche due splendide acqueforti oltre ad una selezione di lettere e documenti ma dato ancora più importante la presentazione al pubblico di due nuovi dipinti pervenuti al Museo Morandi in comodato grazie alla generosità di Enos e Alberto Ferri: Fiori, 1946 (V. 501) e Fiori, 1957 (V. 1021).
Si conferma così il rapporto di stima e fiducia che lega i collezionisti all’Istituzione Bologna Musei: i due nuovi lavori si aggiungono infatti a quelli concessi in comodato in precedenza, la Natura morta, 1931 (V.167), il Paesaggio, 1940 (V.283) e la Natura morta, 1960 (P.1960/5).
La mostra si conclude con un video in cui la curatrice Alessia Masi approfondisce il tema dei fiori lungo l’arco della ricerca morandiana.

RE-COLLECTING
Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori
a cura di Alessia Masi
Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi
25 settembre – 15 novembre 2020
Museo Morandi
via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
www.mambo-bologna.org/museomorandi/

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