La grande illusione la lucemateria di Ventrone

Al Mart di Rovereto in mostra dal 9 ottobre al 14 febbraio 2020
le opere dell’artista romano

Sara Di Caprio

Inaugurata il 9 ottobre 2020, al MART di Trento e Rovereto, è visitabile fino al 14 febbraio 2021 “La grande Illusione” dell’artista contemporaneo Luciano Ventrone. La mostra, a cura di Victoria Noel Johnson, nasce da un’idea di Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi.
L’artista romano, classe 1942, è diventato famoso e apprezzato per le sue nature morte iperrealiste e, non a caso, fu definito dallo storico dell’arte Federico Zeri: “Il Caravaggio del ventesimo secolo”.


Il confronto con il Merisi è subito evidente proprio nella scelta del genere pittorico, la natura morta, che secondo Caravaggio, nel lontano 1620, aveva la stessa dignità di un quadro a soggetto storico perché: «Tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori come di figure». È facile vedere quindi il legame e il richiamo con alcune opere del Merisi, a partire dalla celebre “Canestra di Frutta” della Biblioteca Ambrosiana che ha una diretta corrispondenza con l’opera in mostra, del 2011, “Il dono di Bacco” di Ventroni.


Ed è proprio nella ricerca del vero, dell’immagine dipinta che si confronta e rivaleggia direttamente con la realtà, che nasce la grande illusione del non vero come spiegato dalle parole della curatrice una «ultra-realtà in contrapposizione a una falsa impressione». Le diciotto opere tematiche sondano il genere della natura morta ma in un’ottica nuova, diversa da quella del Merisi perché alla fine la luce che plasma la materia dei frutti e fiori converte questi oggetti ordinari in una visione di “non vero metafisico”. Le tele di Ventroni diventano quasi degli elementi soprannaturali in cui ricercare un’altra verità che va oltre alla semplice natura morta. Citando le parole di Vittorio Sgarbi nell’introduzione al catalogo: «È la lucemateria che rimanda alle origini dell’arte italiana prospettica, a Piero della Francesca, ovvero al concetto neoplatonico di luce come emanazione, come contenuto della forma-idea, come fattore strutturale e decisivo della harmonia mundi.».

A fare da contrappeso è esposta anche l’Allegoria della Primavera opera a quattro mani del maestro Hartford e di Carlo Saraceni (del XVII secolo) che negli anni Settanta era stata invece attribuita da Federico Zeri a un giovane Caravaggio, un giustapposizione per consentire al fruitore un’ulteriore riflessione e raffronto su un genere troppo spesso trascurato.
In fondo se anche un uomo di scienza come Einstein sosteneva che bastavano: “Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino; di cos’altro necessita un uomo per essere felice?” è bene quindi immergersi in questi oggetto di “ordinaria quotidianità” che invece finiscono per nascondere scenari e illusioni inimmaginate.

LUCIANO VENTRONE
La grande illusione
MART-
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
9 ottobre 2020 – 14 febbraio 2021
Da un’idea di: Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi
A cura di: Victoria Noel-Johnson