Il pianto dell’elicriso

Le poesie di Assuntina Marzotta

Stefano Cambò #dalSalentocafé

Raccontare un libro non è semplice, specie se il libro in questione è un’antologia di poesie che tocca l’animo e il cuore di chi la legge.
Bisogna scavare dentro se stessi per cercare la chiave di svolta, soprattutto quando nei versi ognuno può trovare o addirittura ritrovare sé stesso, attraverso un viaggio interiore che scende in profondità e lascia il segno.


Perché con Il pianto dell’elicrisio (edito da Il Raggio Verde), scritto dalla bravissima Assuntina Marzotta, si ha proprio questa mistica sensazione.
D’altronde l’autrice ci ha abituato bene, tenendo in considerazione che la suddetta raccolta si è aggiudicata nel 2019 il prestigioso Premio Vitruvio e nel 2020 il Premio della Critica al Concorso Letterario Nazionale Città di Grosseto “Amori sui Generis”.
I temi che compongono il libro sono davvero tanti e spesso analizzati in maniera spigolosa e per nulla scontata.
Si passa dall’amore e la speranza alla disillusione e la solitudine.
Non mancano le poesie sociali che studiano il rapporto tra l’uomo e la fede, in un contesto legato all’attualità e alla realtà che viviamo quotidianamente.
Struggenti i passi che riguardano i ricordi e gli affetti verso un mondo incontaminato, quasi ingenuo per non dire fanciullesco, in quella che sembra un’esperienza del tutto personale e intima nel voler ripescare con la mente un tempo lontano e a tratti nostalgico.
Perché Il pianto dell’elicrisio è proprio questo…
Un tuffo nei sentimenti e nelle sensazioni che popolano il nostro animo, attraverso le poesie che l’autrice compone sul foglio come se fossero quasi delle pennellate di colore su una tela bianca.

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