Lecce nascosta, Palazzo Cardamone

Passeggiando nel cuore antico tra vicoli e pagine di storia

Mario Cazzato

Fu teatro, nel maggio 1734, quando ci furono i disordini per il passaggio del Regno dagli austriaci agli spagnoli, di un orribile fatto di sangue. Qui abitava il napoletano Francesco Cardamone regio percettore e tesoriere e perciò malvisto dai più. In quei giorni turbolenti al suono della campana del Sedile il popolo dalla piazza si portò in casa del Cardamone che nel frattempo si era rifugiato nella vicina chiesa dei gesuiti.

Con atto sacrilego fu da qui prelevato a forza, portato in piazza e barbaramente ucciso. Come se non bastasse il suo palazzo fu devastato e bruciato l’archivio delle tasse.
Agli inizi del Novecento una parte del grande palazzo apparteneva ai Calilli che vi avevano creato una importante collezione d’arte, in parte passata ai Fumarola.
Riprendendo il discorso su Francesco Cardamone ricordiamo che aveva anche una residenza rurale che portava il suo nome nei pressi dell’attuale Villa Convento.Qui nel 1872 il Botti scoprì una grotta naturale che costituiva uno dei più importanti depositi di animali del periodo preistorico.Qui riconobbe i resti dell’elefante villoso e del rinoceronte.

Il palazzo in questione era una parte di quello Martirano già Paladini su via D’Amelio angolo su via Idomeneo che solo in alcuni particolari mostra ancora i segni di una elegante, modesta, bellezza.

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