Aurum, la fabbrica del pensiero creativo

Si sono concluse il 7 luglio le riprese del mediometraggio inserito nel piano Estate 2021. Intervista al regista Luciano Greco

Antonietta Fulvio

Un manipolo di giovani studenti, un pizzico di mistero, una inedita caccia al tesoro i cui indizi sono disseminati nel territorio di Galatone. Sono questi i presupposti del mediometraggio – progetto inserito nel Piano Estate 2021 dell’ IISS ‘E. Medi’ di Galatone “La fabbrica del pensiero creativo- percorsi di ricerca digitale nelle arti” che ha visto alcuni allievi dell’ Istituto incontrarsi in piena estate per le riprese di “Aurum”. Firma la regia e la sceneggiatura Luciano Greco fotografo, regista e video maker, già autore di numerosi audiovisivi di rilievo tra i quali “La macchinina rossa e blu” cortometraggio ideato per la compagnia dell’Arma dei Carabinieri.


La presentazione ufficiale è prevista a fine gennaio, ma abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima il lungometraggio e di parlarne con il regista che ringraziamo per l’esclusiva.


Grazie al progetto “La fabbrica del pensierocreativo- percorsi di ricerca digitale nelle arti”. I ragazzi delISS Medi di Galatone quest’estate sono stati coinvolti in una singolare avventura cinematografica che ti vede coinvolto come regista e sceneggiatore. Come è nata l’idea di Aurum legata a doppio filo con la vita di Antonio de Ferraris detto il Galateo?
Quando il Prof. Gianluigi Antonaci dell’I.I.S.S. Medi di Galatone mi ha coinvolto in questo progetto estivo, da subito ho pensato che l’approccio con dei ragazzi, che erano rimasti chiusi per più di un anno a causa della pandemia, sarebbe stato necessariamente diverso. Infatti l’idea di spiegare come si realizzasse un film, dal soggetto alla scrittura, dalla fotografia alle riprese, fino alla parte finale di montaggio ed editing, avrebbe scoraggiato la maggior parte di loro e dopo poco non avrebbero più partecipato.
Da qui l’idea, di fargli vivere una storia cinematografica, immergendoli direttamente nella realizzazione, scambiandosi i ruoli, di volta in volta, tra cine-operatori e tecnici del suono, tra segretaria di edizione e fotografi, oltre ovviamente ad essere ripresi nelle varie scene come attori.
“Aurum” nasce quale sintesi di studio e di ricerca della storia galatea, prendendo spunto dal cinquecentenario del Santuario del SS Crocefisso, che coincide come periodo storico con quello di Antonio De Ferrariis e di Leonardo Da Vinci. L’analisi di vari testi, scritti da numerosi studiosi contemporanei del “De situ Japigie”, proprio del De Ferrariis, mi ha permesso di imbastire una storia che raccontasse molti tesori celati nelle bellezze della nostra cittadina. Tra finzione e realtà, è venuta fuori questa sceneggiatura che è stata accolta con entusiasmo dai ragazzi che l’hanno quindi interpretata e realizzata.
Come è stato il primo giorno delle riprese quando i ragazzi si sono incontrati dopo tanto tempo di clausura e di Dad?
Il primo giorno che ci siamo ritrovati faccia a faccia, a cerchio, nella corte del Palazzo Leuzzi di Galatone, ho bene in mente il ricordo degli occhi intimoriti di una quindicina di ragazzi di varie età e classi, che a malapena si conoscevano, con il volto coperto dalle mascherine. Un anno di DAD aveva evidentemente lasciato il segno. Era fine Giugno, finalmente le restrizioni governative si allentavano e permettevano di potersi incontrare; ed è così che abbiamo iniziato piano piano a riprendere la fiducia, il contatto. Una specie di “provino” per vedere chi tra di loro potesse interpretare i vari personaggi, ha finalmente sciolto il ghiaccio. C’era l’appassionato di musica, di teatro, di lettura e scrittura, ma anche chi non aveva idea del perché si trovasse lì! Il solo gusto di vivere un po’ di normalità evidentemente aveva colto nel segno. Davanti alla lettura della sceneggiatura, poi sono nati i primi sorrisi. Il testo piaceva, ora però bisognava trasformarlo nella magia della finzione, per farlo sembrare realtà.
I protagonisti sono stati coinvolti totalmente nel progetto non solo in qualità di attori. Qual è il valore aggiunto che la ricerca digitale delle arti può apportare ai giovani studenti?
La tecnologia è uno strumento straordinario. Oggi l’informazione è a portata di chiunque: la bellezza di un dipinto, di un’opera teatrale, il testo di un libro, è tutto digitale, tutto disponibile, tutto a portato di tocco di polpastrello! Il percorso che i ragazzi hanno fatto è servito proprio a renderli critici e consapevoli di come si veicoli un messaggio tramite l’immagine. Che sia essa sintesi, in una singola fotografia, oppure complessa come quella di un prodotto audio-visivo. L’arte in tutte le sue forme espressive, ha bisogno solo di buone idee e la tecnologia digitale oggi può essere un ottimo strumento di ricerca ed approfondimento. Il fatto che fossero presenti dei ragazzi con disabilità, aiutati proprio dalla tecnologia, ha reso tangibile l’esempio di come si possano abbattere molte barriere, includendo e raggiungendo, finalmente tutti.
Fulcro di Aurum è il territorio di Galatone che i ragazzi hanno riscoperto… quali sono i luoghi “interessati”.
Senza svelare troppi particolari che “spoilerebbero” la visione del mediometraggio, posso dire che ci sono molti luoghi di culto della cittadina, ma soprattutto alcuni di cui si è persa memoria. Quello che più mi ha entusiasmato è stato, senza dubbio, l’Abbazia di San Nicola di Pergoleto. Non tanto per il valore storico o architettonico ma per quello che ho scoperto all’interno! Sancti Nicolai Parvulorum, “San Nicola dei Pargoletti”, il Santo protettore di Bari per intenderci, ecco, ritrovarlo in un affresco popolare che raffigura il Santo che salva tre pargoletti dalla morte per mano di un macellaio, all’interno di questa Abbazia e capire finalmente l’origine dell’adorazione dei bambini nei suoi confronti, con la successiva mitizzazione in Babbo Natale… beh è stato veramente fantastico!
Nel film ci sono anche comparse d’eccezione….
Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato. La maggior parte di loro sono stimati professionisti, persone che hanno “dato” tanto alla comunità e che continuano a farlo in tanti ambiti (culturale, educativo, religioso), non ultimo il Sindaco pro-tempore di Galatone. Un cadeau particolare è stato riservato al Prof. Vittorio Zacchino, uno dei più autorevoli cultori del “Galateo”, che ci ha omaggiati con un suo scritto il cui estratto è stato riportato alla fine del film.
Quando sarà proiettato per la prima volta? Hai pensato di farlo concorrere a qualche festival?
Se non ci saranno problemi, è molto probabile che verrà posto in visione all’interno del teatro di Galatone a fine gennaio per poi fare un viaggio itinerante nei diversi poli scolastici. Sicuramente il film concorrerà in qualche festival, sperando di portare un po’ di colore dell’Oro di Galatone in giro per l’Italia.

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