“La cura” di Concita De Gregorio
Concita De Gregorio sarà protagonista del Salento Book Festival che ospiterà tra gli altri Gard Lerner, Dario Stefànp, Antonio Caprarica e Ivan Cotroneo
Domani, Giovedì 3 Settembre, tappa a Taviano. In Piazzetta don Pompeo Cacciatore, due appuntamenti. Alle 20:30 MIMMA GATTULLI e DON PASQUALE RUBINI presentano il libro “Le parole di don Tonino Bello per una politica dei volti” (Cacucci Editore).
Le parole di don Tonino Bello sono più che attuali in un tempo caratterizzato da conflitti e da una devastante povertà economica, morale e culturale. Esse travalicano i confini della Chiesa Cattolica e diventano patrimonio di uomini e donne che vogliono assumersi la responsabilità di costruire nel presente il mondo futuro. Il suo Magistero si rivolge a ogni essere umano chiamato a vivere in comunità, ma anche a quanti dedicano la propria esistenza per lo sviluppo del bene comune. In tal senso la politica più che tessere dei legami con il conflitto e la violenza spazia i suoi orizzonti nei percorsi della giustizia e della libertà. Per questo il volume vuole decifrare le parole di don Tonino per favorire un’azione sociale che metta al centro il volto di persona umana, essendo capaci di creare, con il linguaggio simbolico che le caratterizza, dei filtri interpretativi della realtà per denunciare le criticità, orientando a rinunciare alla logica dell’autoreferenzialità narcisistica per annunciare nuovi progetti di speranza.
Modera l’incontro TOMMASO D’ANTICO.
A seguire, alle 21:30, Concita De Gregorio con il suo “La cura” (Einaudi).
Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l’unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.
Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.
Incontra l’autrice Emanuele Gatto.
Il giorno successivo, venerdì 4 settembre, alle ore 21 De Gregorio presenterà il suo libro nell’atrio del Palazzo Marchesale di GALATONE (Le). Incontra l’autrice Valeria Blanco. Ma il Salento Book festival continua domenica 6 settembre a Racale con un doppio appuntamento in Piazza San Sebastiano dove alle 20.30 Yanko Tedeschi presenta “Quanto tempo è per sempre” (Manni). Questo romanzo racconta di Edoardo Delle Foglie un irrequieto quarantenne di successo che si misura con sé stesso, combattuto tra il peso del restare e il miraggio del fuggire, in una Bari percorsa di giorno e di notte contando i passi tra il mare, il locale dove incontra i veri amici, i vicoli e i personaggi del centro storico, mentre una folla di pensieri gli agita la mente.
In un labirintico viaggio per riconoscersi, Edoardo ritrova suo padre, figura tenera e autorevole, la donna che ha amato e all’improvviso ricompare, una ragazza volitiva che insegue e conquista il proprio sogno di lavoro, e poi le voci di poeti, narratori, jazzisti e cantautori che alimentano il suo ragionare. Per comprendere fino in fondo quello che è stato e quello che può ancora essere. Dialoga con l’autore Gianluca Capochiani, Direttore Generale Asl di Lecce.
A seguire alle 21:30 Gad Lerner presenta, con la partecipazione di Marco Cataldo, “Ebrei in guerra” (Feltrinelli). Il rabbino capo di Roma e un ebreo che ha assunto posizioni critiche su Israele in guerra si confrontano sulla tragedia in corso e sulle divisioni dell’ebraismo contemporaneo. Affrontano temi di cruciale attualità: le sofferenze di tutte le popolazioni coinvolte nel conflitto, il sionismo religioso, il nuovo antisemitismo, il rapporto difficile con la Chiesa cattolica, la sospetta ammirazione delle destre nazionaliste per Israele, il divorzio degli ebrei dalla sinistra, i rapporti fra la diaspora e lo Stato ebraico, la piaga del fanatismo. I giudizi restano distanti anche sulle polemiche che hanno agitato le Comunità ebraiche italiane dopo la pubblicazione di un appello contro la pulizia etnica sottoscritto da una minoranza di dissidenti. L’ebraismo è al tempo stesso una religione, una cultura e una nazione, ma in che misura questi aspetti possono coesistere senza entrare in conflitto? “Ebrei in guerra” ha dunque molteplici significati.
MARTEDI 8 SETTEMBRE a TRICASE. Nell’Atrio di Palazzo Gallone il Salento Book Festival incontra alle 20:00 Dario Stefano che presenta il libro “Vino & Turismo. Teoria e Pratica dell’enoturismo in cantina” (Agra). Un vero e proprio manuale sull’enoturismo curato insieme a Donatella Cinelli Colombini. Il libro nasce nell’ambito delle attività del CESEO, l’Osservatorio nato in sinergia con il Movimento Turismo del Vino. Con questo volume abbiamo voluto colmare un vuoto nel panorama della formazione dedicata all’enoturismo – ha dichiarato Dario Stefàno, docente di Management e Marketing del Turismo all’Università LUMSA. – Il vino è oggi uno straordinario fattore di valorizzazione territoriale, capace di generare economia, occupazione e attrattività. Al tempo stesso contribuisce a qualificare l’offerta turistica e rappresenta per le imprese vitivinicole una concreta opportunità di diversificazione e ottimizzazione del reddito. Incontra l’autore Leda Cesari.
A seguire alle 21:00 Ivan Cotroneo, con la partecipazione dell’attrice Vittoria Schisano, presenta il libro “Grande” (La Nave di Teseo). L’autore torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l’universale, l’affetto e l’attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure. Ernesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni. Nel corso di un’estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d’agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell’assistenza quotidiana.
MERCOLEDI 9 SETTEMBRE – TAURISANO
In Piazza Castello alle 20:30 Antonio Caprarica, in compagnia di Rossella Galante, presenta “Il bullo” (Piemme). Che lo si disprezzi o lo si ammiri, lo si odi o lo si ami, è indubbio che Donald J. Trump non possa lasciare indifferenti, o neutrali. Da rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania a «palazzinaro» e protagonista del jet-set newyorkese fino a diventare per due volte presidente degli Stati Uniti, la sua è stata senz’altro una scalata straordinaria verso l’agognato potere. Ma a quale prezzo? The Donald forse non passerà alla storia come colui che «ha reso di nuovo grande l’America», ma certo un primato l’ha conquistato: nessun leader ha mai lastricato di tante bugie la propria via verso la vetta. Eppure, anche grazie alla sua diabolica abilità mediatica, nulla sembra scalfire la corazza che lo rende immune a qualsiasi attacco o passo falso. E lo stesso vale sul piano internazionale: capo dello Stato più potente del mondo, patria della libertà e della democrazia, calpesta gli ideali occidentali esaltando la violenza bruta e la legge del più forte, tratta amabilmente con dittatori e criminali di guerra, umilia le istituzioni, fa la voce grossa contro gli oppressi e, nonostante ciò, esige il Nobel per la pace e si vanta dei propri successi diplomatici. Ed è qui che sta la sua forza: nella capacità di manipolare la realtà a suo piacimento. Da questa considerazione parte Antonio Caprarica per tracciare un ritratto del tycoon e porre la domanda fondamentale: Donald Trump è un abile politico, l’unico che possa tenere testa ai leader delle altre potenze che governano il pianeta, o non è altro che un prepotente ciarlatano che ha costruito il proprio successo sulle macerie di ciò che ha distrutto, senza rimorsi né pietà?

