Grande attesa per Bosh a Palazzo Grimani

Grande attesa per la mostra

BOSCH A PALAZZO GRIMANI
Venezia, Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa
19 dicembre 2010 – 20 marzo 2011
a cura di Vittorio Sgarbi

Ieri la presentazione alla stampa a Palazzo Massimo

 

Il curatore Vittorio Sgarbi ha presentato ieri la mostra a Roma >
conferenza stampa a Palazzo Massimo

 

Come ha spiegato Sgarbi la sede della sua dimora è il palazzo più importante del Rinascimento a Roma; vicino a Palazzo Farnese, è un monumento e un simbolo della cultura. Luogo di sintesi tra la civiltà romana e il Rinascimento, ricco di testimonianze archeologiche disseminate nei cortili, si può dire che è una sede museale, contenendo al suo interno un lapidario, sculture e sarcofagi straordinari.

Importante sottolineare la singolare consonanza tra la magnifica architettura del Peruzzi, in Palazzo Massimo, e l’ugualmente straordinaria costruzione di Palazzo Grimani a Venezia, di cui non si conosce l’autore. Si ritrova in essi lo stesso spirito architettonico, furono realizzati infatti entrambi tra il terzo e il quarto decennio del Cinquecento, e la stessa concezione dello spazio come poetico contenitore di sculture antiche. Palazzo Grimani è stato appunto museo archeologico, ma poi svuotato e rimasto chiuso per lungo tempo.

Riconfermato Soprintendente il 22 novembre, Sgarbi ha voluto proseguire nell’intento di riaprire la dimora dei Grimani con una nuova destinazione, nel contesto del Polo Museale veneziano. Ovvero intendere il palazzo come sede espositiva dell’Accademia in restauro, per rendere accessibili al pubblico i gioelli nascosti durante i lavori. Nel cinquecentenario della morte Giorgione, sono quindi state esposte La Vecchia, La Tempesta e la Nuda, con un con gran successo e spostamento di visitatori verso Palazzo Grimani. Dopo Giorgione, dal 19 dicembre ci sarà Hieronymus Bosch di cui a Venezia ci sono dieci dipinti che nessuno ha mai visto. Sono quattro tele e tre trittici eseguiti tra il 1500 e il 1510, nello stesso periodo delle tre opere di Giorgione, ma soprattutto tutti dipinti per Domenico Grimani, poi lasciati per testamento a Plazzo Ducale, e quindi sempre rimasti a Venezia. Le quattro tavole della Visione dell’Aldilà (1500 – 1503), si trovavano già nel palazzo, riportate qui prima della chiusura dell’edificio, e ora si disvelano riuniti al Trittico di santa Liberata (1505) e al Trittico degli eremiti (1510), conservati in deposito.

I dipinti di Bosh tornano a casa e saranno in mostra nella tribuna, nel camerino delle anticaglie, dove forse si trovavano anche in origine. Dieci assoluti capolavori che rappresentano l’artista nella sua concezione visionaria e spettrale e che ora si possono ammirare riuniti a Palazzo Grimani, in un’occasione imperdibile. La sorpresa continua perché a gennaio si aggiungerà in mostra un altro capolavoro legato alla famiglia Grimani ovvero il Breviario che porta il loro nome e da loro commissionato; un codice con 200 miniature conservato alla Biblioteca Marciana che verrà esposto nella sala principale del palazzo e sarà dialogo con Bosch.

Gli eventi continueranno con la mostra di Canaletto e successivamente dei Grandi pittori veneziani nel periodo dell’influenza della scuola toscana dovuta all’avvento di Vasari: Tiziano, Tintoretto, Veronese, Lotto. Un programma di mostre legate a Venezia che può finalmente restituire Palazzo Grimani alla città.

(fonte: comunicato stampa)

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