Joy Division con PETER HOOK : nell’aria ricordi di Ian Curtis

 

Joy Division con PETER HOOK : nell’aria ricordi di Ian Curtis

di Patrizia Miglietta

L’atmosfera fuori è ferma, l’aria della sera è umida ma non fa freddo, sebbene sia il 9 Dicembre. L’orecchio attento avverte e riconosce subito alcune note al basso, il passo incalza velocemente e l’emozione precipita prima ancora di entrare all’Orion Live Club di Ciampino: il concerto è appena iniziato! Il suono finisce per disperdersi nell’enorme sala, vuota, con stupore pochi i presenti, fedeli nostalgici di un tempo in cui una giovane band inglese del Manchester nel 1977 scolpì in breve tempo la storia della futura new wave. Luci blu si riflettono, su una  gigantografia dell’Album “Closer”, richiamando l’attenzione sul palco come per dire ecco, ecco a voi i Joy Division. Già, perché sul palco in realtà a suonare non sono loro. E come potrebbero? La scomparsa prematura nel 1980 del giovanissimo cantante poeta Ian Curtis segnò lo scioglimento della band, lasciando musicalmente un silenzio incolmabile. Chi meglio di Peter Hook, bassista e fondatore della storica band, avrebbe potuto far rivivere quelle emozioni? Dopo l’esperienza con la band “New Order” da cui si distacca per incomprensioni interne al gruppo, con la nuova formazione dei “The Light” lo ritroviamo in duplice abito.  Abbandona spesso il suo basso tra le braccia e con enorme coraggio impugna il microfono e si concentra con la voce lasciandosi trasportare, consapevole, nelle (per così dire) cover dell’indimenticabile Ian Curtis. Con 23 brani ripropone quasi interamente il secondo album “Closer” del 1980 e “Unknown Pleasuresdel 1979.

 

 

 

Il sound è buono e poco importa se Peter Hook ogni tanto dà segni di cedimento e non è sicuramente adatto a cantare. La musica scorre, il coinvolgimento di tutti inizia a scaldare quell’enorme location, mai una pausa, non una parola in più se non per ringraziare ad ogni fine canzone.

Ne sono trascorsi di anni sul volto di Hook , ma basta chiudere per qualche istante gli occhi per godere appieno quelle sonorità calde e travolgenti dei giri di basso incisivi e cupi, dei colpi di batteria duri e a tratti solenni, e immaginare magari la voce melodrammatica di Ian invecchiato che si agita sul palco esorcizzando col corpo l’insopporabile destino dell’epilessia che, divenuta ormai ingestibile sui palchi, lo indusse al suicidio a soli 23 anni.

I brani si susseguono e la situazione è calma, un ascolto attento, quasi in rispettoso silenzio mentre suonano The Eternal. In realtà, tutti sono in paziente attesa per i brani più famosi che non tardano ad arrivare. Le prime note di Decades rinvigoriscono i presenti che dall’entusiasmo nella sala sembrano essersi moltiplicati. Il delirio si fa sempre più evidente con  Trasmission, Passover , Isolation , Shadowplay, Disorder, e il concerto giunge al top della serata! Un’occasione unica, un brivido emozionale col pensiero tutto rivolto a lui, Ian Curtis e i Joy Division.

Dopo un’ora e mezza di concerto, si nota la stanchezza di Hook, ma non può abbandonare il palco proprio quando ha scaldato i cuori ed esaltato gli animi. Ed ecco che dopo una breve pausa, carico più di prima, parte col giro di basso della bellissima  She’s Lost Control , e si scatenano gli applausi per questo brano intenso sulla perdita di controllo causata dall’epilessia. Altri tre brani e la linea di confine col palco diviene nulla quando Hook chiude la serata in coro al suon della mitica e travolgente Love Will Tear Us Apart.

Amore, disperazione, presagi di morte mai esageratamente esasperati nei testi, ma musicalmente tormentati con atmosfere inquiete e cadenze ritmiche simili alle pulsazioni incontrollate del corpo di Ian.

I musicisti acclamati questa volta non rientrano. Con l’entusiasmo ancora accesissimo, a luci spente, non rimane che chiedere qualche autografo e immortalare il ricordo dei Joy Division nello sguardo stanco e malinconico di Peter Hook!

(recensione al concerto di Peter Hook (Joy Division), Ciampino 9-12-2011)

Nelle foto: alcuni momenti del concerto; Peter Hook e Patrizia Miglietta

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