Lecce residenze d’autore, la casa dello scultore Cino

Un insolito itinerario per rendere omaggio ai maestri del Barocco

Mario Cazzato

Chi sia stato il Cino (1635-1722) è inutile ribadire. Tuttavia forse non tutti sanno che il grande scultore-architetto dettò le sue ultime volontà in questa che era la sua abitazione, in via S. Vito, ora Balmes 15, il 18 aprile 1718.

Si vedano i putti sorridenti che sostituiscono i capitelli del portale e, su questo, il bassorilievo di S. Vito con ai piedi due cani: l’impronta è tipicamente cinesca. Ci piace pensare che qui, al pianterreno di questa solare abitazione, il Cino e il suo vasto clan, scolpivano le loro statue che spedivano per la vasta Terra d’Otranto e oltre. Si potrebbe pensare ad un percorso turistico che richiami tutte le residenze dove vissero i maestri del Barocco. Guide, fatevi sotto.


E come ricorda l’amico Costantino Piemontese, “al piano terra di questo Palazzotto Cinesco ebbe sede lo Studio-laboratorio dello scultore e scalpellino Salvatore Miglietta, nella metà degli anni ’70 dell’ultimo Secolo dello scorso Millennio e nei decenni seguenti. Il compianto Maestro Salvatore è padre di Antonio, suo Allievo ed erede della Maestria e dell’Arte scultorea e scalpellina -e da anni Docente di Scultura nelle Accademie d’Arte leccese e barese-, e di Salvatrice da tutti gli amici conosciuta come Beatrice, e di Anna Maria, entrambe eredi anche loro della Nobile Tradizione e Vocazione familiare. Perché, come si dice qui per voi populi: l’arte te llu tata ete menza mparata!”

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