Giuni Russo, l’aliena il suono di Napoli

Dal 15 gennaio il nuovo album con quattro inediti e sei nuove versioni prodotto da Maria Antonietta Sisini e pubblicato dalla A Warner Music

Antonietta Fulvio

112.732. Sono le visualizzazioni che dall’anteprima dell’ 8 gennaio si contano ad oggi sul canale Giuni Russo Official Channel. Il brano, Song of Naples (O sentiero d”o mare)”, 2° posto Itunes e 1° posto classifica Mei, è una rara perla musicale contenuta nell’album ““Aliena (Giuni dopo Giuni)” insieme ad altri tre inediti: il sensuale ed ipnotico brano d’apertura “Gli uomini di Hammamet”, “La forma dell’amore” e “Pekino”, un brano in cui Giuni si cimenta nel canto unico dell’antica “Opera di Pechino” (patrimonio Unesco) con impressionanti improvvisazioni vocali.


Pubblicato dalla A Warner Music il disco (che contiene anche sei nuove versioni dei brani più significativi) è prodotto da Maria Antonietta Sisini, coautrice, produttrice e con l’associazione GiuniRussoArte custode della memoria e del patrimonio artistico e culturale della cantautrice palermitana, che troppo presto ci ha lasciati.
“Aliena (Giuni dopo Giuni)” è il terzo vinile più venduto d’Italia in classifica Fimi e testimonia ancora una volta la potenza espressiva della voce di Giuni, cantautrice controcorrente, e vi invitiamo ad ascoltare la sua ultima intervista “le sue parole” sul canale ufficiale Youtube dove Giuni si racconta, parla del suo percorso musicale, le sue scelte, l’analisi sulla discografia, l’incontro con Franco Battiato, un brevissimo accenno alla sua svolta religiosa, il desiderio di continuare a cantare e voler fare tante cose bruscamente interrotto il 14 settembre 2004.
E mentre si discute del protocollo che vedrà la settantunesima edizione di Sanremo senza pubblico in ottemperanza alle misure di contrasto alla pandemia, il pensiero va alle partecipazioni di Giuni, al successo straripante di brani come Un’estate al mare, Alghero, Mediterranea… Dalla vittoria al Festival di Castrocaro nel 1967 all’ultima interpretazione nel 2003 proprio al Festival di Sanremo – a distanza di trentacinque anni – con il brano “Morirò d’amore”. Una lunga carriera e un unico fil rouge l’amore per la musica, quella con la M maiuscola.
Ascoltare il brano Song of Naples così struggente, in dialetto napoletano, riporta inevitabilmente a quel meraviglioso progetto “Napoli che canta” che vide Giuni Russo incastonare, come gemme preziose, brani del repertorio classico napoletano sulle immagini dell’omonimo film muto girato nel 1926 da Roberto Leone Roberti, padre del regista Sergio Leone. Tra i classici inclusi nella suite musicale, comparve l’inedita “A cchiù bella, una poesia di Totò musicata dalla stessa Giuni con Maria Antonietta Sisini. L’evento live si tenne il 18 ottobre 2003 al Teatro Zancanaro di Sacile dove per volere dell’amministrazione comunale dal 27 maggio 2012 c’è la Galleria Giuni Russo così come il Comune di Alghero, dal 2014, ha denominato la piazza sul colle del Balaguer “Mirador Giuni Russo”. Sono questi tra i tanti omaggi dedicati a Giuni a testimonianza di quanto importante e significativa sia stata la sua musica, la sua arte, la sua “voce sovrumana”. Divina.
E ritorniamo al brano “O sentiero d’o mare”,
al legame speciale quello di Giuni per la musica partenopea, e ritorna in mente anche la sua ultima esibizione televisiva nella trasmissione “Napoli prima e dopo”, sempre nel 2003, quando interpretò una meravigliosa “Marechiaro”. Un mare bellissimo come quello della natia terra siciliana che appare nel video realizzato per Song of Naples l’ultima composizione di Giuni, scritta nella primavera del 2004, una dolce dedica a Pietro, il padre pescatore, una promessa “io nun parto” e chi non ha almeno una volta nella vita pensato di avere proprio tutto in quell’abbraccio con il padre che è anche quello con la propria terra?
Un susseguirsi di note ed emozioni, un canto che tocca il cuore nel profondo come Giuni sapeva fare. Intensa con la sua straordinaria voce da brividi, capace di modulare passando da note jazz a quelle pop, dal blues alla lirica capace di cantare con assoluta mestria in italiano, siciliano, napoletano, inglese, francese, giapponese, spagnolo, arabo, farsi, greco e latino. Una voce capace di raggiungere estensioni rare e di rara bellezza che ci manca. Tantissimo.

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