Un convegno su Oronzo Tiso. E il S. Antonio finito a Santa Croce

Salento Segreto a cura di Mario Cazzato

Passeggiando nel cuore antico tra vicoli e pagine di storia

Cade quest’anno il terzo centenario della nascita di Oronzo Tiso cui è stato dedicato un convegno dal titolo “«Per Cristum Dominum Nostrum Il minisgero dell’arte di Oronzo Tiso nel terzo centenario della nascita” lo scorso 15 e 16 maggio con importanti contributi del mondo accademico grazie all’organizzazione del comitato scientifico: Mario Spedicato, Paolo A. Vetrugno, Mimma Psculli Ferrara e Isabella Di Liddo.


Oronzo Tiso (Lecce, 18 marzo 1726 – Lecce, 18 maggio 1800) nella seconda metà ‘700 inondò delle sue grandi tele le chiese di Lecce (cattedrale ecc.) e della provincia (Gallipoli, Casarano, Presicce ecc.).
È ritenuto il più importante pittore pugliese della sua epoca. Aveva dipinto almeno sei tele nella chiesa conventuale delle Paolotte dove aveva ben tre sorelle monache, una delle quali tele emigrò in Santa Croce intorno al 1917 quando l’edificio sacro fu demolito. La tela in questione fu collocata nel primo altare a destra della navatella laterale destra della chiesa di Santa Croce e rappresenta S. Antonio di Padova con Bambino eseguita dal Tiso intorno al 1771.L ‘altare che la ospita è cinquecentesco e forse in origine era dedicato alla Vergine di Costantinopoli, titolo traslato quasi sicuramente dalla vecchia Santa Croce, quella trecentesca. La parte superiore di questo altare fu realizzata nel primo Seicento da F. A. Zimbalo e lo testimoniano, tra l’altro, le sfere di fuoco scolpite in alto, ai margini. Accanto aveva l’altare che tra 5 e 600 appartenenti alla famiglia Mele. La tela del Tiso è stata recentemente restaurata e ne esiste una variante in una chiesa di Castrì.

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