I Papi e la cultura mediorientale e gli appelli per la pace
Considerazioni sulla fratellanza dei popoli e i viaggi dei Pontefici nei luoghi emblematici
Giovanni Ferruccio Labella
Il fascino dell’Oriente ha sempre attirato l’attenzione culturale, religiosa e architettonica del mondo occidentale. Marco Polo, San Francesco, Lawrence d’Arabia sono stati estimatori dei luoghi, delle tradizioni e delle persone che hanno incontrato e conosciuto.
Il viaggio di Papa Francesco in Iraq e l’Enciclica Fratelli Tutti, dimostra quanto sia importante l’amicizia, la fratellanza e l’amore tra i popoli nelle loro diversità. Un lungo cammino costruito da piccoli tasselli.
Nel XX secolo è Papa Benedetto XV-Giacomo Della Chiesa a rompere il ghiaccio (se così si può dire!). È il primo che si adopera durante la Prima Guerra Mondiale a inviare beni di prima necessità, tra cui grano e farina alle popolazioni Turche. Al termine del conflitto, a Istanbul, è eretto un monumento raffigurante il pontefice come segno di riconoscenza.
Tra il 1934 e il 1944 è nunzio apostolico per la Turchia e la Grecia, il vescovo Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Egli è in prima linea durante il Secondo Conflitto Mondiale. Stabilisce rapporti di amicizia e di collaborazione con il mondo Musulmano e con quello Cristiano Ortodosso. Si adopera con tutti i mezzi a sua disposizione per alleviare le sofferenze dei tanti perseguitati. Essendo la Turchia, un Paese neutrale, con la collaborazione del Vaticano e delle autorità locali, riesce a mettere in salvo migliaia di ebrei, fornendo loro documenti con nuove identità, qualificandoli spesso come pellegrini in viaggio verso i luoghi della cristianità. L’ambasciatore tedesco Franz Von Papen è cattolico, decide di aiutare monsignor Roncalli, che a guerra finita, si reca a Norimberga per testimoniare in suo favore.
Papa Pio XII il 15 giugno del 1955, riceve in udienza il principe Fahad al Salim del Kuwait e il successivo 8 luglio il Pandit Nehru con sua figlia Indira Gandhi.
L’Imperatore dell’Iran, lo Scià di Persia Reza Pahlavi stabilisce rapporti commerciali e culturali con l’Italia. Appena avvenuta l’elezione di Giovanni XXIII il 28 ottobre 1958, è il primo capo di stato a incontrarlo il successivo Primo dicembre. I rapporti sono di profonda cordialità e di stima reciproca. Durante gli anni del Concilio Vaticano II, numerose sono le delegazioni dei rappresentanti non cattolici, ricevuti nelle udienze.
Il successore Papa Paolo VI è il primo pontefice a compiere viaggi internazionali. Di notevole carattere storico è il viaggio in Terra Santa nel gennaio del 1964. Il Papa visita i luoghi di Gesù, ne ripercorre le tappe fondamentali tra Giordania e Israele. E’ accolto molto calorosamente dalle comunità musulmane e cristiano ortodosse. I filmati dei telegiornali dell’epoca riprendono il Papa letteralmente avvolto, anzi travolto dall’entusiasmo della popolazione tra le vie di Gerusalemme. Anche il seguito del Papa, cardinali, monsignori, uomini della sicurezza e lo stesso Pontefice, faticano nel muoversi e rimangono stupiti da così giubilo.
Giovanni Battista Montini guarda lontano. Vuole portare il suo messaggio di pace attraverso gli insegnamenti del vangelo a tutti gli uomini di buona volontà. Si reca in tutti i cinque continenti del pianeta. Visita la Turchia (Istanbul, Efeso e Smirne) nel 1967, poiché il Patriarca di Costantinopoli è il successore di Sant’Andrea Apostolo; l’India nel 1964 e nel lungo viaggio in Asia, è il primo Papa ad atterrare all’aeroporto di Teheran nel 1970, accolto dallo Scià di Persia. Lo stesso all’aeroporto di Dacca in Bangladesh. Si spinge fino alle Filippine. Giunge in Australia, in Indonesia, Samoa, Nuova Guinea, Ceylon e a Hong Kong, dove è accolto nello stadio come un trionfatore.
Nel lungo pontificato, Papa Giovanni Paolo II compie in tutto ben 104 viaggi internazionali. Si menziona quello in Turchia nel 1979, in Egitto sulle orme di Mosè alle pendici del Sinai, in Terra Santa durante il Giubileo del 2000. L’anno successivo è in Grecia e in Siria sulle orme di San Paolo. Di carattere storico è l’incontro interreligioso ad Assisi nel 1986 con i massimi rappresentanti di tutte le religioni.
Papa Benedetto XVI si reca in Turchia nel 2006, visita l’ex Basilica di Santa Sofia, accompagnato dal Gran Muftì recita una preghiera silenziosa e ne ammira i suggestivi mosaici. Nel 2009 visita lo stato d’Israele, la Giordania e i territori Palestinesi, tra cui un campo profughi, dove assiste a una piccola recita organizzata dai giovani del luogo. Nel 2010 è il primo Pontefice a visitare l’isola di Cipro, tappa fondamentale per l’ecumenismo con la Chiesa Ortodossa. Nel settembre 2012 compie il 25° viaggio internazionale del suo pontificato in Libano, dove convivono da secoli le tre religioni monoteiste. Per la prima volta il Vangelo è letto in lingua araba.
Papa Francesco sulle orme dei predecessori si reca in Turchia e in Israele nel 2014, ha particolarmente a cuore i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e quelli Asiatici.
Visita la Corea del Sud in occasione della VI Giornata della Gioventù Asiatica. Poi si reca nello Sri-Lanka e nelle Filippine nel 2015; l’anno successivo compie i seguenti viaggi: l’isola di Lesbo in Grecia, l’Armenia, la Georgia e l’Azerbaijgian.
Nel 2017 raggiunge il Myanmar e il Bangladesh; in seguito è a Il Cairo in Egitto e nel 2019 visita la Thailandia e il Giappone; per la prima volta per un pontefice, giunge poi negli Emirati Arabi Uniti. Infine nel marzo del 2021, di là da ogni attesa, è in Iraq nella terra di Abramo, un viaggio fondamentale e di notevole impatto storico, al servizio della pace, della fratellanza, del rispetto e del dialogo con le altre religioni. A settembre dello stesso anno è a Cipro e in Grecia.
E ancora il viaggio apostolico in Kazakhstan, nel Regno del Bahrein nel 2022, a Dubai nel dicembre 2023 in occasione della Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, poi è la volta della Mongolia; nel settembre 2024 un viaggio apostolico in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor-Est e Singapore.
Infine papa Leone XIV nel primo anno del suo pontificato 2025 è in Turchia e in Libano, compie un pellegrinaggio a Iznik (Turkiye) in occasione del 1700° anniversario del Primo Concilio di Nicea.
Poi i tanti accorati appelli per la pace! contro la violenza dilagante che è tristemente storia dei nostri giorni.
