Cinquant’anni di Chora-Ma il centro studi Donato Indino
Un traguardo importante, mezzo secolo di promozione,studio e valorizzazione della lingua greca salentina. Al timone Elisabetta Indino che ha raccolto il testimone. Il 20 settembre, la festa a Palazzo Marchesale Granafei di Sternatia
Antonietta Fulvio
STERNATIA (LE). Cinquant’anni fa nel cuore della Grecia Salentina, Donato Indino uno studioso, profondamente radicato alle proprie radici grike, gettò il seme di un progetto che è diventato una straordinaria realtà: il Centro Studi Chora-Ma.
«Donato Indino non era solo mio padre – racconta la figlia Elisabetta Indino – era una persona sensibile sempre pronto ad accogliere e a far sentire tutti a casa. Chora-Ma è come una grande famiglia dove si studia la lingua greca salentina con il prof. Daniele Palma ma anche la lingua di neogreco attraverso i corsi seguitissimi con docenti di madrelingua inviati dal Ministero greco. Tantissime le attività culturali che continuiamo con impegno a realizzare e a divulgare anche grazie a pubblicazioni, come è avvenuto con gli atti del II Convegno di studi greco salentini, tenutosi a distanza di quarant’anni e svoltosi nel giugno 2023 e raccolti nel libro L’Idomeneo a cura di Giuseppe Indino e Mario Spedicato dell’Università del Salento.
Chora-Ma è un luogo aperto al territorio, terreno fertile per coltivare il rispetto della memoria, il senso di comunità, il valore della parola, l’amicizia dei popoli, l’amore per la propria terra e l’apertura verso l’altro. Sono questi i fili invisibili che tengono insieme passato, presente e futuro e sono questi i valori che vogliamo continuare a consegnare alle nuove generazioni» racconta la stessa Elisabetta, presidente del centro studi, alla vigilia di un così importante traguardo. Il Centro studi Chora-Ma Donato Indino celebrerà il prossimo 20 settembre cinquant’anni di attività durante i quali tanto è stato fatto per valorizzare e far conoscere la lingua greco salentina e non solo. Grazie alla collaborazione con un comitato scientifico di altissimo profilo di cui fanno parte i professori Francesco D’Andria e Mario Lombardo (Università del Salento), Antonio Romano (Università di Torino), Emilio Filieri e Lidia Caputo (Università di Bari), Francesco De Luca, il prof. Giuseppe Indino e il cardiologo Giuseppe Specchia (a lui si deve tra l’altro la concessione della bellissima sede nel Palazzo Granafei) sono stati organizzati convegni, presentazioni di libri, dibattiti e laboratori linguistici. Perfino manifestazioni culinarie come la sagra del formaggio con lo scopo di salvare la Cappella di San Vito a Sternatia. E ancora incontri con personalità istituzionali come Kostantinos Stefanopulos ospite a Sternatia nel 2005 all’epoca Presidente della Repubblica Ellenica (in carica dal 1995 al 2005) e artisti come il regista Theo Angelopulos nel 2007 vincitore dell’Orso d’oro al festival di Berlino, che nella sua lunga carriera ha diretto, tra gli altri, anche Marcello Mastroianni e con i suoi film si è interessato di raccontare la condizione del popolo greco.

«Tra i tanti convegni ricordo con commozione in particolare quello dedicato a Renata Fonte, vittima di mafia, e quello su don Tonino con ospite il fratello del beato» – ci racconta Elisabetta Indino richiamando alla memoria i tanti artisti e le personalità che sono passate. «Lo scorso anno, intrecciando le collaborazioni con le enoproiezioni targate Lù Mière calicidicinema di Antonio Manzo, il Centro studi ha accolto Cielo Pessione Fabrizi la nipote dell’indimenticabile Aldo Fabrizi per consegnarle il premio Lù Mière alla memoria, una serata di grande emozione soprattutto quando è stato proiettato il video di saluto di Elena Anticoli de Curtis nipote del grande Totò».
Sarà un anniversario ricco di sorprese di cui la stessa Elisabetta Indino ci anticipa solo una: la proiezione di un emozionante video, firmato dal regista Gino Brotto.
E in attesa di vivere a pieno questo particolare compleanno, ci piace riportare le parole di Donato Indino che meglio di altre possono descrivere il senso e l’anima del centro Studi Chora-Ma che ha sede nel fantastico Palazzo Marchesale Granafei di Sternatia: «Una pietra è soltanto una pietra, qualcosa di inanimato, freddo, spesso inutile, che però rimane sotto i nostri occhi per anni, per tutta una vita, che sopravvive a generazioni, a volte a secoli, se non addirittura a millenni, che osserva il progresso umano e ascolta le sue esigenze, ma anche le sue intolleranze. Ma se una sola pietra del nostro splendido paesaggio salentino, fatto di mare e d’ulivi, potesse raccontare una storia, narrerebbe una storia di uomini, non di muratori o ingegneri, ma di uomini saggi; uomini che hanno mosso i massi dell’ indifferenza di coloro che volevano per sempre, spostare e sgretolare quelle nostre pietre, divenute miliari nella coscienza di un popolo: la pietra-tradizione e la pietra-cultura, sulle quali la Grecìa Salentina, ha costruito le proprie fondamenta ed è arrivata ad edificare un enorme palazzo, ricco d’umanità e di valori. Ma proprio per questo, fragile e bisognoso di continue attenzioni, necessita di una salvaguardia costante per sottrarlo ai ladri delle nostre radici, della linfa vitale e culturale che accomuna tutti gli abitanti di questo nostro microcosmo, che ha il suo “ombelico” in Sternatia.»
Nel riquadro il direttivo del Centro Studi Chora-Ma Donato Indino




