Sarà per sempre sì (con l’accento)
Considerazioni su una probabile Fenomenologia di Sal da Vinci
Raffaele Polo
Dal 18 nA suo tempo, fu Umberto Eco a rendere la figura di Mike Bongiorno immortale nel calderone di ‘Diario Minimo’ , inventando per lui la ‘Fenomenologia di Mike Bongiorno’ dove il costrutto era ben chiaro: poichè il presentatore non brillava per nessuna specifica qualità, ecco che diventava un personaggio simpatico perchè accessibile: ognuno poteva pensare di poter diventare come lui, meglio di lui.
Questo asserto, ottimamente strutturato da Eco, oggi si potrebbe applicare al cantante Sal da Vinci che è il prodotto squisitamente contemporaneo della nostra conclamata cultura canzonettistica che, ormai lo sanno tutti, è la cartina di tornasole per interpretare l’intera società.
Piuttosto, una incredibile e spontanea combinazione si è creata, proprio nel campo musicale, quando dall’alto, è giunta una perentoria regolamentazione dell’Inno di Mameli, ovvero del Canto degli Italiani. E abbiamo scoperto, con sorpresa e dispiacere che non va più completata la parte finale dell’inno con quel ‘Si!’ liberatorio e conclusivo, il momento più atteso, più coinvolgente del susseguirsi di parole non sempre pienamente comprensibili. Quel ‘Si!’, però, risolveva tutto e, veramente, ci affratellava. Ora non si deve più pronunciare, soprattutto nelle cerimonie pubbliche e ufficiali, noi continuiamo a chiederci perchè, ma così è stato stabilito, ci vogliamo mettere a discutere anche per queste inezie?
Sal da Vinci recupera e sostituisce quello spontaneo monosillabo, aggiungendo una mimica espressiva ed elementare che è in grado di farsi comprendere da tutti, enfatizzata e sottolineata da indicazioni e sottolineature. Il brano, di per sé modesto e basato tutto sul ritmo incalzante e coinvolgente, rammenta proprio il Canto degli Italiani (ci perdoni Mameli…) con la simpatica invenzione di mescolare il matrimonio in chiesa, la Fede nell’amore e la voglia di gridare al mondo che si è felici di esibire il segno tangibile dell’unione con la donna amata.
Quindi, il nesso c’è: e, se non bastasse, aggiungiamo che il cantante è napoletano e questo è un valore aggiunto alla perfetta comunicabilità del pezzo. Non poteva cantare questo brano un lombardo o un altoatesino, Napoli e la canzone sono un passaporto che apre tutte le preferenze.
Eco avrebbe scritto sicuramente di una ‘Fenomenologia di Sal da Vinci’, rimarcando magari che quel ‘da Vinci’ fa parte di un altro genio italico. Ma non della canzone…
Fatto sta che, non appena si ascoltano le note di apertura di ‘Per sempre sì’, siamo tutti a cantare, e il ‘sì’ della canzone va gridato, sostenuto, ampliato… altro che eliminarlo nelle cerimonie ufficiali. Sarà per sempre sì, non c’è nulla da fare…

