Gl’innamorati di Goldoni

Al Teatro Moderno di Maglie secondo appuntamento della rassegna teatrale con il Teatro dei Borgia

Stasera è di Teatro. Con i Borgia

Per “Stasera è di Teatro”, la stagione di prosa organizzata dal Comune di Maglie, sul palco del Teatro Moderno martedì 10 febbraio (ore 21), sarà di scena il Teatro dei Borgia con “Gl’innamorati” di Carlo Goldoni per la regia di Gianpiero Borgia. La  drammaturgia è di Fabrizio Sinisi, disegno di scena di Elena Cotugno, costumi di Giuseppe Avallone, musiche di Papaceccio mmc, produzione di Angela Tondo.

Una drammaturgia che raduna tutte le opposizioni del sentimento e della morale, i sintomi, le mode, gli stili, le scritture del presente, in una radicale rivisitazione del classico di Goldoni a un’altra latitudine linguistica e geografica – il Sud italiano dei giorni nostri – e ad un’altra temperatura del contemporaneo.

 

 

 

Scritta a Bologna nel 1759 e ambientata a Milano, “Gl’innamorati” è infatti un canovaccio che ormai da quasi trecento anni splendidamente precipita verso il suo ferreo e inesorabile lieto fine.  La traccia offerta da Goldoni è quella canonica e quasi perfetta del vero e proprio classico: Eugenia e Fulgenzio – giovani, belli, tremendamente appassionati l’uno all’altra – desiderano sposarsi. Ma una serie di inconvenienti, capricci, incursioni e rovesci sentimentali rischia di far saltare l’agognato matrimonio. Allo stesso modo, infatti, Eugenia e Fulgenzio sono anche altro: due luoghi, due nevrosi, due macchine di desiderio sentimentale, erotico, narcisistico. Ma, soprattutto, sono due maschere, due trattati di recitazione: si fingono ciò che non sono, mettono continuamente in scena se stessi – sembrano poter essere e fare qualsiasi cosa, impersonare qualsiasi atteggiamento. 

La riscrittura di Fabrizio Sinisi è la messinscena di una convulsa auto-rappresentazione dell’oggi: le sclerosi, i drammi, le potenze del presente. Riscrivere “Gl’innamorati” oggi non ha più a che fare con la Commedia dell’Arte: si arriva invece a Goldoni a ritroso, partendo dal Pinter degli Amanti, dal Bond della Donna; si deraglia nel campo del trattato antropologico e dello sketch, della rissa fra lingua e dialetto, della rifrazione ossessiva e dell’istantanea in movimento, del concitato dentro-fuori del personaggio.

Che cos’è la commedia? Aristotele, su questo, è molto chiaro: commedia è quella vicenda teatrale che – a differenza della tragedia – inizia male e finisce bene. In questa descrizione ormai canonica l’attenzione viene sbilanciata soprattutto sul secondo polo, l’epilogo positivo, il “lieto fine”. A noi sembra però altrettanto importante il primo termine, l’inizio negativo: una situazione iniziale aggrovigliata al punto da apparire, anche ai suoi stessi attori, irreversibile. In questo senso il Sud dell’Italia sembra innatamente, quasi vocazionalmente, portato per la commedia. Ne ha assunto e declinato personaggi e situazioni: l’innamorato nevrotico, il vecchio avaro, l’uomo vanesio e caciarone, la prorompenza delle pulsioni fisiche e vitali. Allo stesso tempo il Sud non ha una specifica tradizione di commedia. La possiede, invece, il Nord; la possiede il Veneto: è Carlo Goldoni. Con il nostro “Gl’innamorati”, diamo vita a un progetto di lavoro sulla trasposizione della Commedia. Il nostro rifacimento, fin dalla scrittura, crea un ponte tra il Settecento e la contemporaneità, fra il settentrione goldoniano e il Meridione di oggi.

I personaggi sono ridotti a due e la situazione catastrofica, presupposto della commedia, è l’Innamoramento stesso: forma d’insania, d’impazzimento, di volontà di possesso e di conquista. L’innamoramento come guerra e contrasto, vera e propria forma di combattimento tra uomo e donna.

La rassegna si avvale della direzione artistica di Salvatore Della Villa e del contributo della fondazione “Francesca Capece” e della Pro Loco di Maglie Unpli.

 

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