Vincenzo Ciardo

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Cosimo Fiorentino

Se Giuseppe Casciaro ha reso celebre Ia pittura napoletana di fine ’80O Vincenzo Ciardo apporta significative novità nel panorama artistico partenopeo degli anni ’20 -’30. Egli pur rimanendo legato all’arte figurativa paesaggistica, la rinnova a partire daglianni ’40, utilizzando macchie di colore intenso quasi tratteggiate, come a dar vita ad un mosaico di pennellate intense e vibranti.

Nato a Gagliano del Capo il 25 ottobre 1894 frequenta con successo l’Accademia di Belle Arti di Urbino all’epoca diretta dal conterraneo Luigi Scorrano. Trasferitosi a Napoli intorno agli anni ’20, insegnerà disegno presso l’lstituto Tecnico di Pozzuoli. Nel 1927 insieme ad altri giovani artisti che avevano in Casciaro il loro capo carismatico, fonda il Gruppo Flegreo. ln questi stessi anni ha modo di conoscere la pittura neo – purista del gruppo Novecento, che lo indirizza verso l’uso tonale del colore. Nel 1934 è chiamato ad insegnare pittura di paesaggio all’Accademia delle Belle Arti di Napoli.
lntanto, grazie ai frequenti ritorni nella città natale, le sue opere vengono conosciute ed apprezzate dagli intellettuali e dalla borghesia salentina che vedono nel maestro l’erede della più nobile tradizione pittorica meridionale. Vincenzo Ciardo è riconosciuto anche in ambito artistico – intellettuale come abile scrittore, numerosi sono i suoi scritti oltre ai due lilbri Quasi un diario, Napoli 1937; Piccolo Cabotaggio del 1963 e ll Mio Paesaggio. Nel 1964 ottiene importanti onorificenze come la Medaglia D’oro dei Benemeriti dell’Arte e della Cultura e la nomina di membro dell’Accademia di S. Luca.
Si spegne il 26 settembre 1970 a Gagliano del Capo dove era rientrato sin dal mese di luglio.

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